Quel pazzesco record di imbattibilità di Andrea Lodovini tra i dilettanti!

Ben 2243 minuti senza prendere gol, equivalenti a quasi 25 partite di campionato!

Andrea Lodovini

Nella stagione 87-88, campionato di Promozione toscana, il portiere Andrea Lodovini della Sestese mantenne la porta inviolata per ben 2243 minuti! Un record assoluto per il calcio italiano che mai nessuno è riuscito neanche ad avvicinare. Clamorosamente, la Sestese, pur non subendo gol per 25 gare consecutive, non riuscì a vincere il torneo!

IL RECORD DI ANDREA LODOVINI

In Italia si è spesso partiti dall’idea che, per costruire un cammino di successo, sia necessario avere una difesa solida, ancor più che un attacco esplosivo. Nella storia dei vari campionati nazionali, abbiamo visto frequentemente vincere il titolo alla squadra con meno reti al passivo. Per ciò che concerne i record di imbattibilità, possiamo invece constatare che, per quanto riguarda la Serie A, esso appartenga a Gianluigi Buffon. Nella stagione 2015-2016 l’allora portiere della Juventus e dell’Italia, riuscì a non subire reti per 974 minuti. Allargando l’indagine, invece, a tutto il calcio professionistico, troviamo in testa Emmerich Tarabocchia, portiere del Lecce 74-75 e capace di sbarrare la propria porta per 1791 minuti (leggi QUI la sua storia).

Nei dilettanti, d’altro canto, c’è un estremo difensore che è stato capace di fare ancora meglio e metter su un vero e proprio record per tutto il calcio italiano. Andrea Lodovini, onesto mestierante a lungo attivo tra i dilettanti toscani, fece qualcosa di incredibile, fermando il cronometro tra un gol subito e l’altro addirittura a 2243 minuti. Un conteggio che, tradotto in termini di gare, portò la sua imbattibilità a quasi 25 esibizioni consecutive! Nonostante il suo favoloso contributo, da suddividere con una difesa di ferro, la sua Sestese non fu in grado di vincere il campionato di Promozione in quell’anno. Colpa di un atteggiamento troppo remissivo, che, lungo il cammino, fece perdere diversi punti alla squadra.

AD UN PASSO DAL PROFESSIONISMO

Andrea Lodovini scoprì la passione per il ruolo del portiere giocando per strada con gli amici. La sua qualità maggiore, sin dalle prime volte che si mise tra i pali, era il coraggio. Senza alcun timore, si tuffava sull’asfalto e sui marciapiedi pur di respingere i tiri degli avversari. Ben presto, entrò a far parte di un settore giovanile (quello del Rassina), per poi passare alla Bibbienese e debuttare in prima squadra. Un esordio che, come lo stesso estremo difensore ha ricordato in alcune interviste, fu un vero disastro. Trovatosi tra i pali a 16 anni per via dell’espulsione del titolare, si infilò da solo un cross in porta, respingendo male di pugno. Ripresosi dallo choc di quel debutto horror, si riscattò la domenica seguente. A fine anno, si trasferì nella Primavera dell’Arezzo.

In amaranto, sfiorò l’esordio da professionista. Aggregato anche alla prima squadra, collezionò ben 16 presenze in panchina e fu ad un passo dallo scendere in campo contro il Perugia. Nello stesso periodo, anche grazie alle ottime gare in Primavera, si guadagnò la convocazione con la Nazionale Juniores, allenata da Italo Acconcia. Divise il campo d’allenamento con prospetti come Costacurta, Tovalieri e Giannini pur senza venir mai impiegato. Il sogno di diventare professionista, tuttavia, svanì un paio di anni modo. L’Arezzo decise di mandarlo a giocare ma non trovò alcuna squadra e il ragazzo rimase, da fuori età e da fuori rosa, ad allenarsi con la Primavera per tutto l’anno. Ne approfittò per trovarsi un lavoro e, a quel punto, si aprirono le porte del calcio dilettantistico.

IL PASSAGGIO DI ANDREA LODIVINI AL CALCIO DILETTANTISTICO E IL RECORD

Nella stagione 85-86, Lodovini ripartì dal Soci, ambiziosa formazione che puntava a vincere il campionato di Prima Categoria. La presenza dell’ex Arezzo tra i pali si rivelò uno dei punti di forza della squadra biancoverde, che al termine dell’anno ebbero la meglio in uno spareggio finito ai rigori del Cortona. Lodovini neutralizzò ben 3 tiri dal dischetto. L’anno successivo, pur soffrendo l’impatto con la categoria maggiore, i casentinesi riuscirono a salvarsi. A quel punto, Andrea Lodovini, reduce da due buonissime stagioni tra i pali del Soci, si guadagnò la chiamata della Sestese nell’estate del 1987. La società, molto ambiziosa, aveva in programma di vincere il campionato di Promozione e salire in D. Lodovini trovò la situazione ideale, dato che, anche grazie alla presenza di uno zio che abitava in città, riuscì a trasferirsi a Sesto ed evitò lunghi e faticosi spostamenti in auto.

Per ciò che concerne l’aspetto prettamente tecnico, la squadra fu affidata a Poggesi, un allenatore che faceva della solidità difensiva il suo vero dogma. Ben presto, la retroguardia sestese divenne il vero punto di forza della squadra. Dalla 4°giornata in poi, l’11 toscano iniziò un lunghissimo ed incredibile periodo di imbattibilità. Lodovini non subì reti per quasi 25 partite. Per sua stessa ammissione, però, il pensiero di questo record divenne anche il grande limite della Sestese. Intenzionati a non subire gol per non spezzare quel sogno, gli uomini di mister Poggesi collezionarono un’infinità di 0-0 e videro allontanarsi la vetta della classifica. Lo stesso Lodovini ha più volte dichiarato che la squadra era talmente solida che furono anche pochi i suoi interventi miracolosi in quel lungo periodo.

IL POPPI: UNA SECONDA CASA PER IL PORTIERE

Il momento di gloria si spezzò alla 29°giornata e in modo del tutto casuale. Un tiro apparentemente innocuo di Bonfante, calciatore del Caviglia, trovò una fortuita deviazione di un difensore della Sestese e mise fuori casa Lodovini. Per il portiere, in ogni caso, fu quasi una liberazione. Per mesi era stato tallonato da giornalisti, tifosi, televisioni e perfino procuratori. Tanto era diventato popolare quel suo record, che firmò un accordo per l’Agenzia Caliendo, la stessa che curava gli interessi di un certo Roberto Baggio. Questo particolare, però, fu poi del tutto irrilevante ai fini della sua carriera, dato che il tanto agognato salto di categoria non avvenne. La sua avventura prosegui a Sesto e si andò incontro ad un’altra stagione esaltante. Stavolta niente record di imbattibilità ma quella promozione svanita l’anno prima.

Un 2°posto in classifica, uno spareggio perso per salire di categoria ma l’obiettivo poi raggiunto dalla strada più tortuosa, quella della Coppa Italia dilettanti, vinta dopo un cammino lunghissimo. Nonostante fosse stato uno dei grandi protagonisti della promozione con le sue parate, Andrea Lodovini decise, abbastanza clamorosamente, di non proseguire col club. Si era ormai sposato, diventando anche padre, e cercava una realtà che gli desse più tempo libero e meno pressioni. Per questo ripartì dal Poppi, una piccola realtà di Seconda Categoria con cui visse un altro sogno incredibile. Ben 3 campionati vinti, uno dietro l’altro, che portarono il club del presidente Vezzosi fino al neonato torneo di Eccellenza.

IL RITIRO E I SUCCESSI DA ALLENATORE DI ANDREA LODOVINI

Poppi divenne una vera e propria seconda casa per Lodovini, che rimase per quasi tutta la parte restante della carriera nel club. In questi anni ebbe modo di sfidare anche le squadre di Maurizio Sarri, al tempo giovane tecnico che applicava le sue idee nei campionati dilettantistici toscani. Lo stesso Sarri, nell’estate del 1999, fu davvero ad un passo dal sedere sulla panchina del Poppi. L’accordo era già stato trovato quando il club del presidente Vezzosi cedette un paio di pedine considerate inamovibili da Sarri, che stracciò il contratto. Andrea Lodovini, invece, salutò Poppi un paio di anni dopo. Chiamato da Gianni Gori e convinto dal progetto, si trasferì al Subbiano, vincendo subito il campionato di Promozione.

Nel 2003, iniziò una seconda vita, appendendo i guanti al chiodo e diventando il preparatore dei portieri della squadra. Un ruolo che, però, non lo appagava pienamente, così decise di diventare allenatore e ricominciò da Poppi. Negli ultimi 15 anni, anche cambiando alcuni club, Lodovini può considerarsi uno dei tecnici più vincenti nel calcio dilettantistico toscano. Un’altra grande soddisfazione, che però non è riuscita a dargli quella visibilità che, invece, ebbe dal record di imbattibilità. Quei 2243 minuti che, partita dopo partita, pesavano più di un macigno ma che mai nessuno, in Italia, è riuscito a battere!

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