Quando il Licata affrontò il grande Milan di Sacchi nella Coppa Italia 88-89

Milan Licata Coppa Italia

Dopo aver ottenuto una storica promozione in B, il Licata affrontò il Milan nella Coppa Italia 88-89. La gara, disputata sul neutro di Brescia, fu vinta dai rossoneri, allenati da Arrigo Sacchi. Il Licata, tuttavia, non sfigurò e riuscì a tenere testa alla squadra Campione d’Italia in carica.

IL CONFRONTO DI COPPA ITALIA TRA MILAN E LICATA

Il Licata dei miracoli, una squadra capace di ottenere ben 5 promozioni in 8 anni e di scalare la piramide del calcio italiano. Erano ancora vivi, da quelle parti, i tempi di Zeman, un innovatore che col suo calcio frizzante e offensivo ottenne la storica promozione in C1. Ma i siciliani, per nulla intenzionati a svegliarsi dal loro sogno, proseguirono il cammino anche senza il boemo. Così, un paio di stagioni dopo, guidate da Aldo Cerantola, le Aquile vinsero anche il campionato di C1 e approdarono, per la prima volta, in Serie B. In estate, mentre si cercava di allestire una rosa valida ad affrontare il torneo cadetto, la società cambiò la guida tecnica. In panchina, infatti, arrivò Giuseppe Papadopulo, giovane allenatore 40enne.

La rosa, così come nelle stagioni precedenti, era composta per lo più da giovani talenti siciliani che si affacciavano con un briciolo di timore all’ultimo step prima della massima serie. Ma quel Licata, considerando la grande scalata fatta negli anni passati, meritava un premio e ci pensò il sorteggio della Coppa Italia a regalare un altro sogno ai tifosi, abbinando la loro squadra al grande Milan. I rossoneri, allenati da Arrigo Sacchi, erano reduci dalla vittoria del campionato e avevano avuto un precampionato in chiaroscuro. Dopo qualche sconfitta di troppo, la compagine milanista sembrava aver trovato la quadra e aveva battuto PSV e Atalanta. In ogni caso, per il Licata, sembrava davvero una sfida impossibile.

LA GARA, GIOCATA AL RIGAMONTI DI BRESCIA

La partita era valida per la prima giornata della Coppa Italia. Le due squadre erano state inserite nel girone 3, assieme a Lazio, Messina, Pescara e Campobasso. Programmata per il 21 agosto 1988, la gara si sarebbe svolta allo stadio Rigamonti di Brescia per via della momentanea indisponibilità di San Siro. Arrigo Sacchi, pur privo di Gullit (fermo per un problema al ginocchio), mandò in campo una formazione molto simile a quella titolare. Tra i pali Giovanni Galli. In difesa, la novità era rappresentata da Mussi sulla destra, mentre Tassotti, Baresi e Maldini completavano il reparto. Centrocampo formato da Donadoni, Rijkaard, Ancelotti ed Evani, mentre Virdis e Van Basten componevano il duo offensivo. Il Licata rispondeva con Zangara, Campanella, Napoli, Tarantino, Miranda, Consagra, Donnarumma, Accardi, Taormina, Gnoffo e La Rosa.

Il match di Coppa Italia tra Milan e Licata, in definitiva, fu molto più equilibrato di quanto si potesse pronosticare. Chi immaginava la squadra di Arrigo Sacchi divorare in un sol boccone la compagine siciliana fu presto chiamato a ricredersi. Le Aquile, seppur raccolte, giocarono la loro onesta partita, andando anche a solleticare Giovanni Galli, di tanto in tanto. In apertura di incontro, infatti, andarono ad un passo dall’approfittare di una colossale ingenuità di Maldini. Il terzino rossonero, nel tentativo di servire il pallone all’indietro, aprì un’autostrada a La Rosa, che si involò verso la porta. Solo il pronto fallo di Baresi scongiurò il clamoroso vantaggio del Licata. Il brivido scosse parzialmente i rossoneri, che a metà del primo tempo andarono per due volte vicini al vantaggio con Virdis e poi Van Basten.

L’ESITO DEL MATCH

Mentre il Licata continuava a occupare con saggezza il campo, onorando al massimo quella storica gara di Coppa Italia, il Milan iniziava a spazientirsi. Gli interventi rudi ma efficaci dei difensori ospiti stavano facendo perdere le staffe all’11 di Sacchi, che oltretutto faticava a giocare un buon calcio. Alla mezz’ora, però, i padroni di casa sbloccarono la gara su calcio di punizione. Ancelotti toccava per l’accorrente Virdis, che con una gran botta mandava la sfera vicino all’incrocio dei pali. Il Licata, seppur sotto nel punteggio, non accusò il colpo e sfiorò il pareggio in chiusura di prima frazione con Galli costretto al difficile intervento. I siciliani, col passare dei minuti, si erano scrollati di dosso ogni tensione e stavano giocando quasi ad armi pari. Al 57′ il Milan chiudeva la pratica con Donadoni, abile a sfruttare un suggerimento in profondità di Evani e a battere Zangara.

Il doppio vantaggio liberava mentalmente il Milan, mentre il Licata accusava il colpo e a più riprese rischiò il terzo gol. Al fischio finale, i calciatori siciliani assalirono letteralmente i campioni rossoneri per chiedere loro le maglie, preziosi cimeli di quell’indimenticabile serata. Tutti, tranne Angelo Consagra. Il difensore, nato e cresciuto a Licata e onorevole bandiera del club, spiegò chiaramente il perché non avesse voluto scambiare la sua casacca (“Io voglio uscire con la maglia del Licata addosso). Al termine della stagione, i siciliani, che cambiarono guida tecnica a metà anno (affidandosi a Scorsa) riuscirono nel miracolo di salvarsi. Il Milan, invece, riuscì a vincere la Coppa dei Campioni, demolendo in finale la Steaua Bucarest per 4-0!

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