Massimo Margiotta, il bomber di provincia “eroe dei due mondi”

Massimo Margiotta

Massimo Margiotta, il bomber mezzosangue della provincia italiana

Massimo Margiotta è un ex calciatore, consacratosi come “bomber di provincia” con diverse squadre italiane tra Serie B e Serie A a cavallo tra gli anni Novanta e gli anni Duemila. La sua è una storia molto particolare che ricorda tanto quella di Gianluca Lapadula, attaccante del Benevento, fresco di convocazione con la Nazionale del Perù grazie a sua madre di origini peruviane.

Massimo Margiotta, tanti gol e qualche primato di lusso tra le “provinciali” più blasonate

Massimo Margiotta, infatti, è nato a Maracaibo (Venezuela) nel 1977 da genitori di origine abruzzese, tornati in Italia (a Raiano) quando Massimo aveva 8 anni. Qui Margiotta inizia la sua carriera calcistica. Nel 1994 la grande chance con il debutto in Serie B nelle file del Pescara. Tre anni in biancazzurro, poi l’esplosione definitiva in Serie C con la maglia del Cosenza. Da lì, tanta provincia: il debutto in Serie A con l’Udinese con una doppietta segnata al Bayer Leverkusen in Coppa Uefa e una Coppa Intertoto in bacheca. Poi Vicenza (squadra alla quale resterà di più legato) con un intermezzo a Perugia dove ha il tempo di diventare primatista del club nelle competizioni europee con 4 reti. Poi Piacenza, Frosinone, di nuovo Vicenza fino all’ultima esperienza da calciatore a Barletta.

Dalle Olimpiadi con l’Under 21 azzurra alla maglia dei “vinotintos”

Un curriculum da bomber affermato non gli basta per arrivare alla Nazionale italiana. Massimo Margiotta riesce a disputare in azzurro soltanto le Olimpiadi di Sidney nel 2000. La concorrenza in Italia è tanta, così nel 2004 accetta la convocazione del Venezuela, sua terra di nascita, diventando così un oriundo al contrario. Con la maglia dei vinotintos gioca 11 partite tra il 2004 e il 2005 mettendo a segno due reti tra la Coppa America del 2004 e le qualificazioni ai Mondiali del 2006. Un “vinotinto” consacratosi grazie alla provincia italiana.

FOTO: Humberto Perozo Suarez Twitter.

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