La favola del La Palma, il piccolo club sardo che stupì l’Italia del calcio!

La Palma calcio

Una vera e propria favola, non si può definire diversamente la mitica scalata del La Palma all’interno del calcio italiano. Un piccolo club di Cagliari che, partito dalla prima categoria, è riuscito ad approdare tra i professionisti e salvarsi. Poi il doloroso fallimento…

LA FAVOLA DEL LA PALMA CALCIO

Siamo negli anni 80 e il La Palma è un piccolo club nel panorama del calcio sardo. Vivacchia in Prima Categoria, senza troppe ambizioni e senza grandi prospettive. Dalla data di fondazione, 1963, è stato quello il target medio del club. L’ingresso di nuovi soci, nel 1985, ha il fine di garantire una stabilità economica maggiore alla società. Praticamente nessuno si aspetta ciò che accadrà da lì a breve…

La prima mossa dei dirigenti è quella di affidare la panchina a un giovanissimo ragazzo, poco più che ventenne: Bernardo Mereu. Sarà uno dei più grandi allenatori sardi di tutti i tempi ma all’epoca nessuno poteva immaginarlo. L’impatto di Mereu, anziché quello di un giovane tecnico emergente, è quello di un vero e proprio fenomeno. Arrivano subito due promozioni consecutive, che portano la squadra a vincere la Prima Categoria e poi la Promozione (all’epoca non c’era ancora il campionato di Eccellenza).

L’arrivo in Interregionale è visto già, di per sé, come un autentico miracolo. Le prospettive massime sono quelle di una salvezza, che già di per sé sarebbe clamorosa. E invece Mereu stupisce la Sardegna intera, forse anche l’Italia e porta il piccolo La Palma nel calcio che conta. È professionismo, è C2!

LA C2 E IL DECLINO

È ben chiaro a tutti che il La Palma sia la cenerentola del girone di C2. Il budget è di gran lunga inferiore a tutte le altre compagini del girone. E gli inizi confermano i timori. La squadra è troppo inesperta e il tecnico Mereu, forse ancora troppo giovane, perde lentamente la situazione di mano. I risultati non arrivano e la squadra è relegata nei bassifondi della classifica. Inoltre, tra l’allenatore e la dirigenza sorgono, per la prima volta, delle incomprensioni. Termina il suo regno, vincente e affascinante. L’esonero è doloroso, al suo posto arriva Mario Tiddia.

Anche lui, come il suo predecessore, sarà considerato tra i più grandi tecnici sardi di tutti i tempi. L’avvicendamento in panchina porta subito i suoi frutti. Il La Palma torna a esprimere un calcio convincente e scala posizioni. A fine anno retrocedono Cuoiopelli e Rondinella, il La Palma è clamorosamente salvo! I vari Piras, Martinez, Mura e Carta completano la loro fantastica escalation.

Purtroppo, però, la grande impresa sarà anche il canto del cigno per il piccolo club cagliaritano. Il presidente Vargiu, dopo aver litigato con gli altri dirigenti, decide di non iscrivere la squadra al seguente campionato. È fallimento, con la conseguente ripartenza dalla terza categoria. Nel 1997 la società si fonde con il Monteurpino, prendendo la nuova denominazione La Palma Monteurpino. Attualmente milita in Promozione sarda, con un occhio di riguardo soprattutto al loro settore giovanile. Probabilmente i fasti del passato saranno irraggiungibili, ma in una città che ama il calcio come Cagliari, il piccolo La Palma continua a emanare il proprio respiro!

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