La favola del Castel di Sangro, dall’Interregionale alla Serie B

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Questa è la favola del Castel di Sangro, piccolo club Abruzzese che negli anni ’90 è arrivato a giocare in Serie B. Parliamo di favola perché è di questo che si parla quando una cittadina di 5 mila persone arriva nel calcio dei grandi. A rendere possibile questo songo è Osvaldo Jaconi, allenatore specializzato nelle promozioni. A seguirlo c’è una città intera, ancora ignara di ciò che stanno vivendo e che mai più avrebbero vissuto.

Il perfetto riassunto di quella cavalcata dall’Interregionale alla Serie B si riassume in una frase che Jaconi afflisse nello spogliatoio del Castel di Sangro. La frase a cui ci riferiamo è il ‘Paradosso del calabrone‘ che dice: “Con le sue ali così piccole, in relazione al suo peso, il calabrone da solo non potrebbe volare. Ma lui non lo sa e vola lo stesso. Per farlo deve sfidare continuamente le leggi della fisica”. La storia del Castel di Sangro è una storia di un club fondato nel 1953 che sale alla ribalta solo nel 1992 quando Pietro Rezza assieme a Gabriele Gravina (attuale presidente della FIGC) guidano la società.

LA FAVOLA DEL CASTEL DI SANGRO

Osvaldo Jaconi arriva al Castel di Sangro nel 1993 in Serie C2. Viene chiamato “Il Mago delle Promozioni” e non si smentisce, l’anno dopo porta i suoi ragazzi in C1. I metodi dell’allenatore sono innovativi e anche alcune sue scelte faranno discutere come quando trasformò Pietro Fusco da attaccante che vedeva “poco” la porta a difensore roccioso. Il primo capolavoro lo compie nella semifinale dei Play Off contro il Gualdo, squadra più attrezzata alla promozione.

La gara di andata viene vinta dagli umbri per 1-0 e al ritorno basterà vincere con lo stesso risultato al Castello per andare avanti. La gara è dura, maschia e non riesce a sbloccarsi. Li viene fuori il “Mago” che vive in Jaconi. A due minuti dalla fine fa uscire il beniamino del pubblico locale Bonomi, centrocampista offensivo, e inserisce il difensore Salvatore D’Angelo. Il difensore fino a quel punto della stagione mai aveva segnato, e come un segno del destino sigla il gol dell’1-0 dopo 7 secondi dall’ingresso in campo.

LA PROMOZIONE STORICA IN SERIE B

Manca un ultimo ostacolo da superare, la finale contro l’Ascoli. La partita si gioca allo stadio Pino Zaccheria di Foggia il 22 Giugno 1996 e come tutte le finali sentite da tutte e due le squadre ne scaturisce uno 0-0. Il nervosismo è alle stelle, la partita è dura e si sta per arrivare ai calci di rigore. Il Mago Jaconi ha un’altra intuizioni delle sue. Chiama il secondo portiere Pietro Spinosa e gli dice di prepararsi perché dovrà prendere il posto del titolare De Iuliis.

Spinosa fino a quel momento non ha giocato nemmeno un minuto in quella stagione, e al momento della sostituzione i tifosi sono increduli. Arrivati al momento dei rigori, il primo a sbagliare è proprio Claudio Bonomi per il Castello. Durante la stagione è lui il rigorista e mai aveva sbagliato fino a quel momento. La favola del Castel di Sangro sembra interrompersi qui, appunto sembra. Sul punteggio di 3-3 l’attaccante ascolano Mirabelli calcia fuori, da li in poi segneranno tutti. Arrivati al 13° rigore Milana si presenta dal dischetto e Spinosa si ricorda del “Paradosso del Calabrone”, para il rigore e il Castel di Sangro è in Serie B!

IL PRIMO ANNO DEL CASTEL DI SANGRO TRA I GRANDI

Il prim anno tra i grandi non inizia benissimo e il Castel di Sangro è costantemente in zona retrocessione. Alcuni accadimenti extra calcistici minano l’entusiasmo della città. Muoiono in un incidente stradale il centrocampista Pippo Biondi e l’attaccante Danilo Di Vincenzo il 10 Dicembre 1996. Successivamente viene arrestato con l’accusa di narcotraffico internazionale Gigi Prete per poi risultare innocente. Nonostante tutto il Castello riesce a salvarsi alla penultima giornata nella gara del Derby contro il Pescara. La storia degli abruzzesi riecheggia in tutto il mondo e a interessarsi alla favola calcistica del Castel di Sangro è il giornalista americano McGinnis.

A macchiare la storia è l’ultima partita di quel campionato, quando il Bari in cerca di punti pesanti per la promozione in Serie A affronta proprio il Castello. Al San Nicola accade qualcosa di strano, i pugliesi vincono abbastanza facilmente grazie ad alcuni svarioni difensivi della squadra ospite. McGinnis per primo aveva intuito che quella sarebbe stata una partita truccata per le strane voci che aveva sentito durante la settimana. L’americano denuncerà il tutto senza però essere preso in considerazione. Solo successivamente, nel 2018 un giocatore di quella strada, Luca Alberti, confermerà che il risultato di quella partita era palesemente truccato.

L’ULTIMA FAVOLA DEL CASTELLO, GLI OTTAVI DI COPPA ITALIA CONTRO L’INTER DI RONALDO

La favola dei sangrini termina qui, il successivo anno la squadra retrocederà in Serie C. Jaconi viene sostituito da Franco Selvaggi, Campione del Mondo nel 1982 e nel 1998/1999 il Castel di Sango vive un’ultima favola. Agli ottavi di Coppa Italia c’è l’Inter di Simoni e del Fenomeno Ronaldo. A San Siro i nerazzurri si impongono per 1-0 grazie alla rete di Nicola Ventola. Il Teofilo Patini il giorno del ritorno è una bolgia, e i giallorossi sfiorano l’impresa grazie al gol di Bernardino. Solo un discutibile rigore fischiato da Tombolini e la seguente realizzazione di Djorkaeff sanciranno l’eliminazione del Castello. (Clicca QUI per vedere il video della partita)

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Foto: Sito Machenesanno.it