Il ricordo dell’ultima apparizione del Taranto in Serie B targata 1993

taranto serie b

LA STORIA DEL TARANTO E QUELL’ULTIMA APPARIZIONE IN SERIE B

Il 25 settembre 1927 nacque ufficialmente il Taranto Calcio grazie alla fusione tra la Pro Italia, fondata nel 1904 da Luigi Ascanelli, e l’Audace, fondata nel 1911 da un gruppo di studenti. I primi indossavano una divisa bianco-verde, mentre il colore sociale dell’Audace era il rosso. Nei primi anni la Pro Italia ebbe una supremazia cittadina economica e organizzativa sull’Audace, che era più giovane. Si trattava chiaramente di calcio dilettantistico. Fino al 1915, anno di nascita del comitato regionale pugliese della FIGC, le società tarantine parteciparono a tornei non ufficiali. La prima partita della neonata As Taranto fu un’amichevole contro una formazione di militari imbarcati sulla Regia Nave Bari, disputata il 4 settembre 1927 e terminata 2-1 a favore dei militari. L’esordio ufficiale, invece, si ebbe il 25 settembre, al Corvisea contro l’Ideale Bari, campionato di 1° divisione girone meridionale, e terminò 2-0 con gol di Rossi e Mongelli.

Questo il primo tabellino della storia del Taranto:

Taranto: Pieri; Di Donna; Arzeni; Friuli I; Friuli II; Mottola; Marino; Mongelli; Rossi; Caputo; Carenza; Allenatore: Koszegi.

Ideale Bari: Cavaliere; Moretti; Festa; Spilotros; Alboreto; Zambetta; Coda; Vacca; Ugenti; Dicillo. Allenatore: Di Donna.

Spostando la linea del tempo verso i tempi nostrani, il calcio a Taranto ha vissuto momenti di sofferenza negli ultimi 25 anni. Le difficili situazioni economiche in cui si è invischiata la società rossoblù, ha fatto precipitare il Taranto ai margini del calcio che conta, costringendolo ad un continuo alternarsi di campionati di Serie C e dilettantistici. Il ricordo dell’ultima Serie B, massimo livello a cui la squadra è arrivata, risale al 1993, anno nostalgico per una tifoseria che da tanto tempo aspetta un ritorno a grandi livelli. Il Taranto trascorse l’estate 1992 a rimboccarsi le maniche dopo un campionato concluso appena sopra la zona retrocessione in Serie B. Lo spareggio di Ascoli contro la Casertana vinto per 2-1 ai tempi supplementari garantì la salvezza dei pugliesi.

Al termine della partita, il presidente tarantino Donato Carelli ringraziò i tifosi per la pazienza, promettendo loro una stagione meno sofferta e con maggiori soddisfazioni in vista del campionato 1992-93. Il problema sorgeva a monte, con le casse della società che piangevano ogni giorno di più. Ai nastri di partenza della Serie B, il Taranto spiccava tra le formazioni che avrebbero dovuto lottare per mantenere il posto in cadetteria.

L’INIZIO DI STAGIONE

Nonostante in rosa i pugliesi potessero contare sull’esperienza di calciatori come Giorgio Enzo, Vincenzo Esposito e Giancarlo Camolese, ma soprattutto del fantasista Ciro Muro, ex compagno di squadra di Maradona al Napoli e uomo di leadership all’interno dello spogliatoio, le ambizioni non erano altro che di salvezza. Il tecnico era Giampiero Vitali, colui che l’anno precedente aveva condotti gli ionici alla salvezza dopo essere subentrato a Walter Nicoletti. La stagione del Taranto cominciò con il passaggio del turno in Coppa Italia dopo aver battuto la Lucchese. La squadra di Vitali propose subito un ottimo gioco, che faceva ben sperare i tifosi. Il 6 settembre 1992 i rossoblù esordirono in campionato contro il Pisa, grande favorita per l’approdo in Serie A.

La partita finì 0-0 e alla seconda giornata arrivò la prima sconfitta, maturata a Modena per 1-0. La terza di campionato fu un altro pareggio, stavolta contro il Verona (0-0). Il Taranto riusciva a produrre tanto ma senza concretizzare, e gli zero gol fatti dopo tre giornate ne furono una prova. Il 27 settembre la squadra di Vitali andò a giocare sul campo del Bari, per un derby da sempre sentitissimo in città: i tarantini proletari contro i baresi borghesi. I biancorossi fecero prevalere la loro forza e vinsero per 3-1 nonostante l’iniziale vantaggio del Taranto, firmato su rigore da Giuseppe Lorenzo. La sensazione era che la squadra di Muro e compagni fosse battagliera e niente di più, consapevole di poter aspirare esclusivamente alla salvezza.

I problemi per il Taranto iniziarono quando la squadra perse i confronti diretti. I rossoblù, infatti, caddero in casa col Cosenza, a Venezia e pareggiarono 2-2 a Terni contro l’ultima in classifica. Il Natale si avvicinava e il Taranto non aveva vinto ancora una partita di campionato. All’ultimo posto c’era la Ternana, ormai rassegnata alla retrocessione, mentre i tarantini erano un gradino più su. In città incominciarono ad esserci mugugni e rassegnamenti qualora il girone d’andata si fosse chiuso senza successi.

I PRIMI 3 PUNTI CON LA SPAL

La posizione di Vitali si fece bollente, con i tifosi che ne chiedevano la testa. La società, dal canto suo, puntò sulla fiducia, chiedendo all’allenatore qualcosa in più per ottenere la prima agognata vittoria in stagione. Il 6 dicembre arrivò la Spal allo Iacovone. Il Taranto buttò tutto sul campo, grinta, volontà, cattiveria e ambizione di portare a casa i tre punti. Il primo tempo finì 0-0. Vitali mandò in campo Muro, che inizialmente sedeva in panchina poiché non al meglio, e la differenza si vide fin da subito. Il fantasista campano mise il suo talento al servizio della squadra e i pugliesi passarono in vantaggio con Pistella, salvo poi raddoppiare nel finale con lo stesso Muro. 2-0 e prima vittoria conquistata. La partita della svolta, in teoria.

Giampiero Vitali era visibilmente contento, ma non abbassò la guardia. “Bene così, ma ora andiamo a vincere a Lucca un altro scontro diretto”. Ecco, le parole del tecnico non vennero troppo ascoltate dai giocatori e tempo una settimana il Taranto perse l’ennesimo scontro diretto contro la Lucchese (1-0) il 20 dicembre. Anche nel derby di Andria i pugliesi abdicarono per 2-0, scivolando sempre più nei bassifondi di classifica. Il presidente Carelli capì che c’era il bisogno di svoltare in panchina e il 22 dicembre Vitali venne esonerato, con Giuseppe Caramanno chiamato come sostituto. Tecnico al suo esordio in B e che aveva conquistato la categoria due volte con le promozioni di Palermo e Foggia, senza però essere riconfermato.

Il debutto, però, fu da incorniciare. Il 3 gennaio 1993, infatti, i rossoblù vinsero in casa contro il Padova grazie alla rete dell’ex milanista Pullo, generando una nuova linfa di fiducia nell’ambiente. Ma la continuità non era una parola che esisteva nel vocabolario del Taranto. Successivamente arrivò un pareggio per 0-0 contro il Monza e una sconfitta dolorosa contro il Cesena per 3-0. Il Taranto si stava condannando da solo e anche in città la fiducia che arieggiava per una possibile salvezza era scarsissima.

LA DEFINITIVA RETROCESSIONE

Caramanno cercò di portare calma nello spogliatoio, sottolineando il fatto che mancavano ancora 19 partite e tanti punti a disposizione. Il mister cercò sostegno anche nel pubblico, chiedendo l’appoggio dei tifosi durante le partite casalinghe allo Iacovone. Il girone di ritorno iniziò in maniera sorniona dalla squadra, con due pareggi contro Pisa e Modena. Poi la sconfitta a Verona e lo 0-0 contro il Bari. Da quel penultimo posto il Taranto non riusciva a muoversi. La sconfitta di Cosenza gettò la squadra in un tunnel senza via d’uscita, così come le due sconfitte consecutive contro Ascoli e Reggiana, impegnate sì nella lotta promozione ma che comunque aumentarono il distacco. La mazzata finale che sancì la parola fine alle possibilità di salvezza arrivò il 4 aprile (28° giornata), quando la squadra di Caramanno non andò oltre l’1-1 contro la già retrocessa Ternana.

I tifosi insorsero, iniziando a contestare la squadra che, dal canto suo, provò a giustificarsi in tutte le maniere. I giornali locali parlarono di quel pareggio come l’antipasto di Serie C. Mancava solamente l’aritmetica della retrocessione, ma intanto il Taranto ci provò fino alla fine. Ci voleva un miracolo. A mettersi di traverso fu un calendario proibitivo, che mise i rossoblù davanti a tre squadre che a giugno avrebbero festeggiato il salto di categoria, ovvero Cremonese, Piacenza e Lecce. I pugliesi persero contro i primi e pareggiarono contro il Lecce. I risultati servirono pochissimo in termini di classifica. Poi arrivarono gli ultimi guizzi, con le due vittorie consecutive contro Bologna (3-2) e Spal (2-1). Nonostante i due successi, la retrocessione apparve inevitabile.

Il Taranto chiuse il campionato contro altre due vittorie, battendo il Monza in casa 1-0 e il Cesena in trasferta per 2-0. Il 13 giugno 1993 fu dunque l’ultima apparizione della squadra pugliese in Serie B. I rossoblù chiusero il torneo al penultimo posto con 27 punti, 6 vittorie, 15 pareggi e 17 sconfitte, senza mai dare l’impressione di lottare per il mantenimento della categoria. In estate, a rincarare la dose, ci furono le inadempienze finanziare, che costrinsero il Taranto a ripartire dai Dilettanti.

LEGGI ANCHE: QUANDO IL TARANTO TRAVOLSE IL MILAN NEL CAMPIONATO DI SERIE B

E’ uscito il nostro libro “frammenti di calcio”. Clicca QUI per acquistarlo

Mark Dennis

Ladies and gentlemen, Mark Dennis: l’Original Psycho del calcio inglese

Gioco Calcio TV

La rivoluzione fallita di Gioco Calcio TV nella stagione 2003/2004