Il Pisa e quella promozione in Serie A senza scendere in campo

La storica promozione in Serie A del Pisa nella stagione 1967/68.

Pisa Calcio 1967/68

Il Pisa e la splendida annata nel campionato di Serie B 1967/68

Il Pisa vanta diversi campionati di Serie A. Il maggiore momento di gloria per il club nerazzurro è sicuramente quello dell’era del vulcanico presidente Romeo Anconetani. Tuttavia, anche un’altra promozione nella massima serie più datata, avvenuta verso la fine degli anni Sessanta, merita di essere ricordata. I pisani, infatti, furono protagonisti di una memorabile cavalcata nel campionato di Serie B 1967/68. Una cavalcata conclusa con un trionfo decisamente a sorpresa e maturato in circostanze inedite.

La gestione Donati e un campionato partito con pochi soldi e poche illusioni

Nella stagione 1967/68 il Pisa si apprestava ad affrontare un campionato cadetto con pochi soldi e poche ambizioni. La squadre fu ancora affidata dal presidente Giuseppe Donati all’allenatore Renato Lucchi. Con un budget di appena 100 milioni di lire, il tecnico puntò su alcuni giocatori esperti come Joan, Annibale, Manservisi, Mascalaito e Piaceri. Una campagna acquisti che Lucchi ritenne soddisfacente per fare un buon campionato. Del resto, le favorite per la vittoria finale erano altre, in una Serie B che vedeva corazzate del calibro di Genoa, Lazio, Palermo, Verona, Catania, Bari e Foggia. Un “settebello” di qualità. Non avevano fatto i conti con i pisani che si ritrovarono subito nelle posizioni di vertice grazie ad un reparto offensivo a dir poco formidabile. Poi, tra dicembre e gennaio, arrivò una crisi con ben sei gare senza vincere. Tuttavia, la società fu brava a tenere la barra dritta. La squadra si riprese e si apprestava a vivere un finale di campionato da protagonista, anche se la promozione in Serie A sembrava essere ancora un discorso complicato. Anche perché le dirette concorrenti erano assai agguerrite.

La storica promozione in massima serie del Pisa conquistata senza scendere in campo

I tempi per conquistare la massima serie sembravano maturi, ma la squadra dovette fare i conti con un’altra crisi, questa volta di primavera. Alla quintultima giornata i nerazzurri batterono all’Arena Garibaldi la Lazio grazie ad un gol di Joan. Nel turno successivo, però, arrivò un rovescio esterno sul campo del Monza per 2-1, a cui seguirono due pareggi contro Reggina Novara. Alla penultima, poi, arrivò invece un altro k.o. in casa del Venezia. La situazione per la formazione di mister Lucchi si complicava non poco. Anche perché in quel campionato a 21 squadre era previsto un turno di riposo e ai pisani spettava all’ultima giornata. A quel punto la squadra nerazzurra non era più padrona del proprio destino e serviva un miracolo. Tre squadre, da regolamento, sarebbero state promosse. Il Pisa così era appeso all’esito della gara tra il Perugia, ormai salvo, e il Bari che invece poteva spezzare il sogno Serie A proprio ai toscani. Così domenica 23 giugno 1968 un’intera città si riunì per seguire attraverso i giornali quella partita da cui dipendevano le sorti di un intera stagione. A Perugia andò in scena una gara tiratissima che terminò con un pareggio per 1-1. Un risultato che consentì ai nerazzurri di festeggiare una rocambolesca promozione, nonostante il secondo posto finale a pari merito con il Verona e il campionato vinto dal Palermo. Un traguardo storico, ottenuto addirittura senza scendere in campo.

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