Il Gualdo 94-95 che sfiorò clamorosamente la promozione in Serie B!

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Nel campionato di C1 94-95 il Gualdo fu una delle grandi comprese. La compagine, all’epoca allenata da un giovane Walter Novellino, si spinse fino alla finalissima playoff. All’ultimo atto, però, arrivò la sconfitta ai calci di rigore contro l’Avellino.

IL GUALDO DI WALTER NOVELLINO E LA C1 DEL 94-95

Walter Novellino, soprattutto a cavallo tra gli anni 90 e i primi anni del nuovo millennio, si era costruito l’importante fama di implacabile uomo-promozione. Tantissime imprese compiute grazie al suo pragmatismo sulle panchine di Venezia, Napoli, Piacenza e Sampdoria. Eppure, proprio agli albori della sua carriera, il tecnico campano riuscì a compiere un vero e proprio miracolo da allenatore del piccolo Gualdo. Il club umbro, almeno fino agli anni ’80, non aveva avuto una storia particolarmente ricca di soddisfazioni. Con l’avvento del presidente Angelo Barberini, il corso degli eventi cambiò radicalmente. L’innesto di denaro, di entusiasmo e di dettagliata organizzazione permise al Gualdo di affacciarsi costantemente alle zone di vertice della Serie D.

Il grande passo, dopo alcuni tentativi sfiorati per un pelo, avvenne nella stagione 91-92, quando gli umbri superarono L’Aquila nello spareggio finale e approdarono, per la prima volta, in C2. Dopo una salvezza per nulla scontata ottenuta nel primo campionato professionistico, il patron Barberini decise di alzare l’asticella. Affidò la guida tecnica al giovane Walter Novellino, reduce da un’esperienza nel Perugia terminata nella maniera più ovvia possibile con Luciano Gaucci come presidente. Inoltre, il Gualdo strinse dei forti legami professionali con l’Inter, riuscendo ad arricchire la propria rosa con alcuni elementi in prestito dai nerazzurri. Grazie all’organizzazione tattica di Novellino e alle imprescindibili 15 reti di Tomassini, il Gualdo vinse clamorosamente il campionato e si guadagnò l’accesso alla Serie C1 per la stagione 94-95.

LA GRANDE RIVELAZIONE DELLA STAGIONE

Il cammino degli umbri sembrava segnato ancor prima di iniziare la stagione. A detta di molti, in quella C1 94-95, il Gualdo di Novellino avrebbe potuto recitare soltanto un ruolo da comprimario. C’erano club appartenenti a piazze importanti come la Reggina, l’Avellino, l’Empoli, il Trapani, il Siena, la Juve Stabia. Insomma, i biancorossi, nelle griglie iniziali degli esperti, avrebbero lottato strenuamente per una salvezza ritenuta comunque complicata. Eppure, guardando a fondo la rosa a disposizione di Novellino, si poteva intuire che la qualità media della squadra non era per nulla scadente. Tra i pali c’era un portiere di assoluto affidamento per la categoria come Oscar Verderame. In difesa spiccavano il carismatico capitano Costantini, il veterano Claudio Lombardo e il fluidificante Fabio Di Sauro.

A centrocampo imperversava un giovane ma già determinante Fabio Conticchio mentre in attacco brillava l’ancora acerba stella di Arturo Di Napoli, giunto in prestito dall’Inter. Al suo fianco, ovviamente, giocava il riconfermato Pierpaolo Tomassini, capocannoniere della squadra nell’anno passato. Dopo un inizio complicato, con 2 soli punti nelle prime 3 partite e una sconfitta interna contro il Siena, il Gualdo trovò pian piano il bandolo della matassa. Gli uomini di Walter Novellino ebbero un rendimento altalenante, ma comunque in linea con l’obiettivo della salvezza, fino alla 10°giornata. Da quel momento in poi, gli umbri diventarono un autentica schiacciasassi. Oltre ad un eccellente pari contro la capolista Reggina in trasferta, il Gualdo distrusse letteralmente Chieti, Lodigiani e Ischia.

LA QUALIFICAZIONE PLAYOFF

Se il girone di andata si era concluso con un importante crescendo di risultati e prestazioni, il ritorno fu ancor più entusiasmante. Il Gualdo, spinto dalle innovative idee tattiche di Novellino, praticava un calcio frizzante e godibile. Arturo Di Napoli, seppur al fronte della giovane età, fece spesso innamorare la tifoseria col suo mancino fatato che fruttò ben 10 gol e numerosi assist. Mentre la Reggina scappò via, facendo praticamente un campionato a sé, il Gualdo seppe tenere il passo del forte Avellino e concluse la stagione al terzo posto. Un piazzamenti incredibile, che valse un’insperata e storica qualificazione ai playoff promozione. Un traguardo al quale la compagine umbra si affacciava con quella spavalderia tipica di chi non ha nulla da perdere e ha già fatto ben più di quanto richiesto.

In semifinale, il Gualdo affrontò il Trapani, giunto quarto in campionato. Nella gara di andata in Sicilia arrivò una sconfitta per 1-0, per via di un calcio di rigore ad inizio incontro, che lasciava comunque tutto aperto in vista del ritorno. Da segnalare come il Gualdo, nei novanta minuti, avesse ripetutamente sfiorato il pareggio, cogliendo anche due legni. Sette giorni dopo, in Umbria, gli uomini di Novellino riuscirono a ribaltare la situazione. Fu una gara vibrante, giocata dinanzi a 4500 spettatori. Il Trapani si difese con le unghie e con i denti, rimanendo in 10 per l’espulsione di Cavataio ma dando la sensazione di riuscire a portare a casa il prezioso 0-0. Tuttavia, proprio nei minuti di recupero della sfida, il bomber Tomassini fece letteralmente esplodere il Luzi, siglando il gol decisivo che portò il Gualdo a disputare la finalissima playoff della C1 94-95.

IL GUALDO E LA FINALISSIMA PLAYOFF 94-95

L’ultimo atto della stagione 94-95 rispecchiò i valori visti durante il campionato con la finalissima tra l’Avellino e il Gualdo, in pratica la seconda e la terza forza del girone B di C1. La gara si disputò sul neutro di Pescara, con l’ovvia e straripante invasione di tifosi avellinesi: ben 15 mila! Dall’Umbria, invece, arrivarono circa 3 mila sostenitori a spingere i biancorossi verso un’impresa davvero storica. Tra l’altro, curiosamente, lo stesso Walter Novellino era natio proprio della provincia di Avellino, compagine che allenerà in futuro. Nonostante l’evidente “squilibrio” di tifo, le cose sul campo parvero andare in direzione diametralmente opposta. Il Gualdo, per nulla intimorito, aggredì la partita, seguendo incessantemente i propri principi di gioco. La maggior baldanza degli umbri fu premiata nel corso del primo tempo, con il vantaggio firmato dal solito Tomassini. Splendida la punizione del bomber gualdese, che diede il  meritato vantaggio alla squadra di Novellino.

Nella ripresa, però, la situazione si rovesciò e l’Avellino scese in campo con un piglio diverso. Facendo valere la maggiore qualità tecnica, gli irpini ripresero in mano la situazione, trovando il pareggio con Carmine Esposito, abile a trasformare un calcio di rigore. Lo stallo dettato dall’1-1 si protrasse anche nel corso dei tempi supplementari, utili solo ad aumentare suspense e fatiche dei 22 protagonisti. L’ovvio esito fu quello dei calci di rigore. L’iniziale equilibrio fu rotto dall’ultimo tiro di capitan Costantini. La sua battuta fu intercettata dal portiere Landucci, ex grande promessa della Fiorentina e tra i migliori in campo quel pomeriggio. L’Avellino conquistò la promozione in B, mentre al Gualdo restò l’orgoglio di aver disputato una stagione fantastica. Anche nell’annata successiva, con Cavasin in panchina, gli umbri giocarono i playoff, fermando però il loro sogno alla semifinale contro il Castel Di Sangro!

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