Il Campania Ponticelli: la favola del club di Napoli che sfiorò la serie B!

Campania Ponticelli

Il club napoletano del Campania Ponticelli, dopo un’entusiasmante scalata, arrivò a sfiorare una titanica promozione in serie B. Spinta dall’entusiasmo del suo presidente, un dentista di Napoli, attirò attorno a sè le simpatie di molti tifosi!

LA NASCITA DEL CAMPANIA PONTICELLI

Sarebbe stata un’impresa pazzesca, forse ancor più di quella del Chievo Verona. Corre l’anno 82-83 e una piccola squadra di Napoli sfiora l’accesso alla serie B dopo soli 8 anni dalla sua fondazione. Un solo punto, un maledetto punto dilapidato nelle ultime giornate, probabilmente per paura. Un punto che grida ancora oggi vendetta, perchè una simile scalata, travolgente, iniziata dai dilettanti, avrebbe meritato un altro epilogo! Ma andiamo con ordine, e, facendo un piccolo salto indietro, scopriamo le tappe della breve ma entusiasmante storia del Campania Ponticelli.

Siamo nel 1975 e un dentista napoletano, Antonio Morra Greco, sta parlando con alcuni suoi amici commercianti, inizia a riflettere sull’ipotesi di entrare nel mondo del calcio. E’ affascinato dai loro racconti, seguendo loro stessi da vicino le sorti di due squadre dilettantistiche della zona, il Montecalvario e il Santa Maria della Mercede. La proposta è semplice: far confluire le due società in una sola, con Greco a capo. Il dentista, alla fine, decide di fare questo passo e accetta la soluzione. Diventa il presidente di un nuovo club, nato dalla fusione delle altre due: l’SCC Campania, iscritta al campionato di Prima Categoria.

Il primo torneo che vede la nuova società al via è quello del 75-76. Le gare interne vengono disputate in due differenti campi, a seconda della disponibilità. Uno è quello della Loggetta, a Fuorigrotta; l’altro, invece, è il “Collana” al Vomero. Ed è qui che nasce un sostanziale e primo problema. Forse per il fatto di non avere una sede fissa, forse perchè nati da poco, ma l’SCC Campania non ha praticamente alcun seguito. Le partite vedono la presenza solo di sporadiche persone, accorse o per curiosità o per sostenere gli avversari. Greco, però, ci tiene a fare bene e spende cifre enormi sul mercato, mettendo su una squadra di tutto rispetto per la categoria. I risultati, però, non arrivano, o quantomeno non come il presidente si aspettava…

IL CAMBIO DI ROTTA IMPROVVISO

Il terzo posto, per una società appena fondata, sarebbe un risultato incoraggiante ma Antonio Morra Greco ha un’ambizione smisurata. Per lui è un fallimento ed occorre dare una rapida svolta al progetto. Viene cambiato l’allenatore e, soprattutto, la rosa subisce degli innesti di spessore assoluto. Arriva l’ovvia e attesa vittoria, che vale la promozione nella categoria successiva. Ma Greco capisce che c’è ancora qualcosa che non va: il fattore del tifo. Una società che ha ambizioni e vuol scalare la piramide del calcio italiano, non può prescindere da un seguito importante. E per far ciò, occorre identificarsi in un quartiere preciso e avere un proprio campo da gioco. Dopo una riflessione, la zona giusta viene identificata nel quartiere Ponticelli, a Napoli Est.

La Favola del Campania Ponticelli | Extranapoli

Ci troviamo, in questi anni, in un posto in piena espansione, secondo per numero di abitanti in tutta la città. Inoltre, Ponticelli è un’avviata zona industriale, ricca di importanti raffinerie. Ma c’era un altro piccolo problema da affrontare: il quartiere aveva già una sua squadra di calcio, l’US Ponticelli, peraltro molto seguito in zona. Così, con una mossa che ricordava da vicino quella con cui iniziò il suo percorso da presidente, Greco propone all’altra società una fusione. Avendo da fregiarsi anche del titolo sportivo che avrebbe portato il nuovo club a giocare in Promozione, il dentista napoletano ottiene ciò che voleva.

La neonata squadra prende il nome di Campania Ponticelli e disputerà le proprie partite nell’impianti di Via Argine. E’ ciò che Greco voleva e in un colpo prende due piccioni con una fava. Ha un tifo caloroso, composto da moltissime persone e, soprattutto, un impianto che è un vero e proprio catino infernale. Gli spalti, infatti, sono a pochissimi centimetri dalla linea laterale e il che crea un clima incandescente per le gare casalinghe. Il passo successivo è una campagna acquisti faraonica, che porta in dote giocatori straordinari come Mazzeo, Aprea, Carannante, Liguori e Gargiulo.

LA TRAVOLGENTE SCALATA DEL CAMPANIA PONTICELLI

Ora, non resta che trasferire gli sforzi fatti in ambito societario sul campo e la squadra lo fa alla grande. L’escalation è semplicemente sensazionale. Natale Mazzeo si dimostra un giocatore formidabile e segna valanghe di gol. Gli altri, capitan Aprea su tutti, hanno un rendimento altissimo. Il campionato di Promozione è una pura formalità e il torneo è praticamente vinto già alla fine del girone di andata. Il Campania Ponticelli chiude con statistiche da record e approda agli spareggi per la  serie D, visto che in questi anni l’Eccellenza non è stata ancora istituita. Qui ha la meglio sulla Sangiuseppese e viene promossa assieme al Giugliano.

Virtus Campania - Wikipedia

Il campionato di D è invece molto più duro. Il Ponticelli si piazza subito nelle zone alte ma per ovvi motivi non può essere la schiacciasassi dell’anno prima. Il livello del torneo è altissimo e c’è da fare i conti con la Frattese che è una squadra formidabile e infatti chiude al primo posto. Il club del patron Greco chiude al secondo posto, che vale comunque la già storica promozione in C2. Ma il Ponticelli non ha alcuna voglia di fermarsi.

Nel 1980, la Campania è sconvolta dal terribile terremoto che devasta la regione. Il club, guidato da mister Nicola D’Alessio Monte, riesce a regalare una piccola gioia ai suoi tifosi in un periodo tanto drammatico per la zona. La squadra compie un vero miracolo e vince il terzo campionato di fila, soprattutto grazie a tre rinforzi importantissimi. Il primo, il più importante, è il bomber sicilisano Orazio Sorbello. Gli altri due sono Arena e il libero Costa. E pensare che, per il popolo napoletano, l’annata poteva diventare ancora più memorabile, visto che il Napoli stesso sfiora la conquista dello scudetto, ma questa è un’altra storia

L’IMPRESA SOLO ACCAREZZATA

L’intero quartiere di Ponticelli, seppur in mesi drammatici, è in festa per la grande scalata dei loro beniamini. Il presidente Greco non vuol più nascondersi e confessa di avere ambizioni ancor più smisurate. Il primo anno di C1 è ottimo e per certi versi sorprendente e si chiude con un eccezionale 6°posto. La stagione, però, è segnata dalla spaccatura con mister D’Alessio Monte, che viene mandato via durante il campionato e sostituito con Aldo Bet prima e con Bruno Di Lauro poi. Ben tre cambi in panchina che fanno ben capire l’ormai poca pazienza del patron della società.

Per la stagione 82-83, la guida tecnica viene affidata a Giorgio Sereni, allenatore di comprovata esperienza ed ex di Parma, Foggia e tante altre. La squadra, invece, è pesantemente rinforzata dagli arrivi dell’esperto Massa (ex Napoli) e del difensore Negrisolo (ex Roma). Ma c’è un’altra novità e non da poco. Vista l’inagibilità dello stadio di Via Argine per le partite di C1, il club si sposta allo stadio San Paolo per disputare le gare casalinghe. E’ una decisione che non provoca molto entusiasmo nei tifosi, che comunque seguono la squadra con frequenza e passione.

Il campionato inizia alla grande e il Campania Ponticelli disputa un girone di andata pazzesco. Al giro di boa, i biancorossi sono saldamente al primo posto e hanno convinto tutti per qualità di gioco e compattezza. Di pari passo, l’entusiasmo della piazza cresce e sempre più spettatori riempiono il San Paolo. Ma nelle ultime giornate, qualcosa cambia. La squadra inizia a mostrarsi timorosa, probabilmente non abituata a certe pressioni. Incappa in numerosi passi falsi, come i pareggi a reti bianche contro Siena e Ternana, tra le ultime della classifica. All’ultima giornata la situazione del campionato è paradossale.

Il Ponticelli è a 43 punti ma ha davanti ben 3 squadre a 44: Pescara, Taranto e Empoli. L’impresa è ormai proibitiva, visto che per salire ci sarebbe bisogno di ben due passi falsi su tre per agguantare almeno il secondo posto. La squadra di mister Sereni fa il suo compito, battendo per 1-0 il Livorno. A cadere, invece, è il Taranto, che pareggia a Salerno e dice addio ai sogni di gloria. Purtroppo per i campani, però, l’Empoli disintegra la già retrocessa Paganese e il Pescara espugna Caserta. La Serie B è svanita per un solo punto. I tifosi, in lacrime, applaudono comunque i loro beniamini ma si ha la sensazione di aver toccato il punto più alto della propria storia.

GLI ULTIMI ANNI DI PRESIDENZA DI ANTONIO MORRA GRECO

Di queste storie ne abbiamo già sentite diverse. Spesso e volentieri, dopo aver sfiorato l’impresa pazzesca, queste piccole squadre si sgretolano immediatamente e finiscono per avere un rapido e spesso definitivo crollo. Non è questo, però, il caso del Campania Ponticelli. La squadra napoletana, infatti, resiste tranquillamente altri 3 anni in C1, collezionando, nell’ordine un 13°, un 8° e un 9° posto nei successivi campionati. Quello che invece, fatica a resistere, è la situazione economica del club. Il presidente Greco, per riuscire a compiere la sua incredibile scalata, ha speso delle cifre enormi. Cifre delle quali non è mai riuscito, ovviamente, a rientrare. E per mantenere la società in C1 occorre spendere ogni anno sempre più.

Il collasso è molto vicino è l’unica soluzione, per non scomparire definitivamente e dilapidare tutto ciò che si è fatto, è ripartire da dove si è iniziati: da una fusione. Greco cede così il titolo sportivo alla Puteolana 1909, che assume la denominazione di Campania Puteolana. Nel 1992 la società torna nuovamente a Napoli, prendendo il nome di AC Campania e disputando diversi campionati dilettantistici regionali. Il nuovo corso dura fino al 2015, quando il titolo viene definitivamente spostato a Torre Annunziata, dando vita alla nuova società del Savoia. Nell’attuale stagione 2020-21, però, alcuni imprenditori napoletani hanno deciso di far rivivere, seppur in piccolo, il sogno che fu. Hanno acquistato il titolo sportivo della Virtus Volla e riportato la squadra a Ponticelli. La neonata FC Virtus Campania partecipa al campionato di Eccellenza, girone B!

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