Catanzaro-Novara, la partita con un fotografo guardialinee

Catanzaro-Novara

Catanzaro-Novara, un duello all’ultimo sangue per la promozione in Serie A nella stagione 1976-76

Il campionato di Serie B 1975-76 fu caratterizzato da un duello all’ultimo sangue sull’asse Catanzaro-Novara. Un duello che vide le due squadre protagoniste di un campionato avvincente per un solo obiettivo: la promozione in Serie A. A lottare con loro c’erano anche Varese, Genoa, Foggia e Brescia. Tutte squadre che, in un campionato in cui la vittoria valeva due punti, si ritrovavano a poca appaiate a pochi punti.

Catanzaro-Novara, il big match di Pasqua con un improvvisato fotografo guardialinee

Il 18 aprile 1976, giorno di Pasqua, andava in scena un big match che avrebbe potuto essere decisivo per le sorti della stagione. Allo stadio “Militare” (in seguito intitolato a Nicola Ceravolo) si giocava la partita Catanzaro-Novara. Partita tirata che si decise nel secondo tempo. L’ex Piccinetti portò in vantaggio gli ospiti a metà della ripresa, ma a cinque dalla fine, il bomber catanzarese Massimo Palanca pareggiò i conti per l’1-1. Peccato che poco dopo accadde qualcosa di estremamente curioso. Uno dei due assistenti di linea, il signor Marcello Percopo si infortunò, venendo addirittura trasportato in ospedale. Un fatto che rischiava di mettere a repentaglio il regolare proseguimento della gara. Per fortuna, però, si riuscì a trovare una soluzione davvero curiosa. E qui entrò in scena un ragazzo che quel giorno era a bordo campo come fotografo per una testata locale. Il suo nome era Mario Negro e prima di prendere la macchina fotografica era stato arbitro, ma fu costretto ad abbandonare dopo aver messo su famiglia. Il fotografo si presentò e, dopo un colloquio tra l’arbitro e i capitani, prese la bandierina. Catanzaro-Novara proseguì e termino ma ci fu un colpo di scena.

La partita giocata due volte per un errore tecnico

Dopo la gara emerse un elemento clamoroso. La tessera da arbitro di Mario Negro in realtà non era più valida. Il fotografo era infatti stato sospeso e dichiarato decaduto dall’AIA. Il patron del Catanzaro, avvocato Ceravolo,  non appena saputo ciò fece immediatamente ricorso. Ne nacque una battaglia legale in sede di giustizia sportiva con i calabresi che chiedevano la ripetizione della partita, mentre i piemontesi addirittura la vittoria a tavolino. Il giudice sportivo invalidò la gara e di conseguenza Catanzaro-Novara andava rigiocata. Per vedere la partita effettivamente disputata si dovette attendere il 17 giugno, quando mancavano tre turni alla fine del campionato. Anche stavolta la sfida si decise nella ripresa con i giallorossi che fecero tre gol in dodici minuti. Doppietta di Palanca e gol di Improta a far crollare il grande sogno cullato dal Novara di tornare in Serie A. Nel massimo campionato ci tornò per la seconda volta proprio il Catanzaro. Oltre ai calciatori, però, i tifosi catanzaresi da allora venerarono anche l’eroico signor Mario Negro, improvvisato guardialinee in quella domenica di Pasqua.

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