Andrea Belotti e quei primi “canti” del Gallo nelle fila dell’Albinoleffe!

Andrea Belotti Albinoleffe Sorry! You are blocked from seeing ads

Il capitano del Torino, nonchè attaccante della Nazionale, Andrea Belotti, ha iniziato la sua carriera nelle fila dell’Albinoleffe. Dopo un provino fallito all’Atalanta, il Gallo è cresciuto nelle giovanili del club blu celeste, trasformandosi da centrocampista a centravanti!

ANDREA BELOTTI E QUEI PROVINI CON ATALANTA E ALBINOLEFFE

Una carriera da 99 gol in Serie A e, soprattutto, il vanto di aver vinto un Europeo con la Nazionale Italiana. Il Gallo Belotti, capitano del Torino, è uno di quei centravanti che in campo danno tutto. Qualità tecniche non da fuoriclasse ma una grinta, una determinazione e una tenacia che gli hanno permesso di costruirsi una carriera di tutto rispetto. E pensare che, almeno agli inizi, il piccolo Andrea giocava come centrocampista. Una posizione piuttosto anomala date le sue caratteristiche e che, probabilmente, non gli avrebbe permesso di arrivare a grandissimi livelli. Da bambino, il Gallo iniziò a praticare il calcio nella palestra della scuola. Qui conobbe Fabio Grismondi e Alfredo Donati, i primi due allenatori a credere nelle sue capacità e a spronarlo continuamente per convincerlo delle sue stesse doti.

Solo qualche anno dopo, entrò a far parte del settore giovanile del Grumellese, un piccolo club del bergasmasco. Giocava da centrocampista centrale ed era decisamente più bravo dei suoi compagni di squadra. Le buone prestazioni nelle varie categorie della scuola calcio, attirarono l’attenzione di due club professionistici della zona. Il primo era l’Albinoleffe, sodalizio nato dalla fusione tra l’Albinese e il Leffe. Il secondo era addirittura l’Atalanta, una delle società italiane più attente alla crescita dei giovani. Il provino con i nerazzurri, però, non andò come sperato. I tecnici bergamaschi non rimasero impressionati dalle qualità del ragazzo e preferirono scartarlo. Di contro, la dirigenza dell’Albinoleffe fiutò l’affare e ingaggiò l’allora 13 enne Andrea Belotti.

LA TRASFORMAZIONE GRADUALE IN CENTRAVANTI

Come detto, l’Andrea Belotti che arrivò nelle giovanili dell’Albinoleffe era solito giocare come centrocampista centrale. Già dall’esperienza nella categoria Giovanissimi, però, il Gallo subì il primo cambio a livello tattico. Lo staff tecnico della squadra ne apprezzava la progressione, a tratti devastante e incontenibile. Notando che il ragazzino si esaltava negli spazi e che aveva grande resistenza, decisero di spostarlo nel ruolo di esterno. Nel 4-4-2, Belotti era solito ricoprire il ruolo di laterale sinistro della mediana. Mantenne questa posizione anche nelle successive stagioni, quantomeno fino all’arrivo in Primavera. Nella nuova categoria, infatti, il Gallo si ritrovò a far parte di una rosa non particolarmente omogenea dal punto di vista dei ruoli in campo.

Ad esempio, c’erano molti esterni, mentre l’attaccante centrale di ruolo era uno solo. Una penuria evidente che portò lo staff tecnico a cercare nuove soluzioni. Belotti iniziò a essere provato sempre più spesso come centravanti ma nei primi mesi, di spazio effettivo in campo, ce n’era davvero poco. Così, dopo un periodo di scarso minutaggio, che coinvolgeva quasi tutto il gruppo dei ’93, un dirigente disse loro che, probabilmente, la miglior soluzione era quella di andar via in un club minore. Alcuni dei suoi coetanei si arresero, altri preferirono cambiare aria. Il Gallo, invece, continuò ad allenarsi con la stessa intensità di un titolare e, alla fine, i suoi sforzi vennero ripagati. Chiuse la stagione come terzo ’93 per minutaggio nella squadra e mise a segno 4 gol. Un bottino non eccelso ma incoraggiante se rapportato ai minuti giocati.

LA GRANDE ESPLOSIONE E IL PASSAGGIO AL PALERMO

Dopo una prima stagione di apprendistato in Primavera, le cose cambiarono radicalmente per il giovane centravanti di Calcinate. Il nuovo tecnico Alessio Pala decise immediatamente di puntare tutto su di lui. Lo promosse a titolarissimo e gli affidò, addirittura, la fascia di capitano, riconoscendone quelle doti di leadership che lo porteranno a diventare una bandiera del Torino. Andrea Belotti, finalmente al centro del progetto Albinoleffe, si scatenò e si rese protagonista di una grandissima annata. Numerosi gol che permisero alla Primavera di imporsi nel Trofeo Dossen ma, soprattutto, che portarono il Gallo ad allenarsi anche con la prima squadra.

Per il ragazzo, si trattò di una sorta di sogno che si realizzava. Fin dai tempi degli allievi, infatti, Belotti era solito recarsi al campo con un blocco notes e chiedere l’autografo a tutti i calciatori dell’Albinoleffe. L’esordio ufficiale con “i grandi” avvenne il 10 marzo del 2012, a 19 anni non ancora compiuti. Buttato nella mischia nel corso del secondo tempo di una gara contro il Livorno, Belotti ripagò la fiducia andando subito a segno. Da quel pomeriggio sino a fine campionato, il classe 93 totalizzò 8 presenze e la buttò dentro 2 volte. Nella stagione 2012-2013, invece, fu inserito in pianta stabile in prima squadra e si guadagnò immediatamente i gradi del titolare.

Mise a segno ben 12 gol e si laureò capocannoniere dell’Albinoleffe. In coppia con Karamoko Cissè mostrò un coraggio piuttosto raro per un ragazzo così giovane. Inoltre, si andò a prendere il titolo di miglior giovane della Serie C. Un rendimento talmente elevato da portarlo perfino ad esordire in Under 21 ma, soprattutto, che scatenò una vera asta nei suoi confronti. Alla fine, rilevandolo in comproprietà, fu il Palermo a dargli la grande chance. Belotti, pur di non perdere il treno, si ridusse lo stipendio di 400 euro al mese. Fu il passo deciso che diede il via ad una carriera di tutto rispetto, che lo ha portato a far parte anche della rosa dell’Italia campione d’Europa nel 2021! A seguire, un video con tutti i gol realizzati dal Gallo nell’Albinoleffe:

Frammenti di Calcio è il nostro nuovo libro. Clicca QUI per acquistarlo!

LEGGI ANCHE: MASSIMO BORGOBELLO, IL NOSTALGICO CENTRAVANTI DIVENTATO IDOLO DI TERNI

error: Content is protected !!