Yanagisawa, L’erede giapponese di Zico allergico al gol in Italia

Yanagisawa

Atsushi Yanagisawa, la meteora Giapponese che stregò Beppe Marotta

Tra le tante meteore del nostro campionato, merita menzione anche il giapponese Atsushi Yanagisawa. Giovane crack del calcio nipponico sbarcato alla Sampdoria nell’estate 2003. A prenderlo fu l’allora Diesse dei blucerchiati Beppe Marotta, ammaliato dal suo rendimento in Giappone con 178 presenze e 71 reti con i Kashima Antlers e consigliato dalla vecchia gloria Toninho Cerezo. Un acquisto che sembrò fin da subito, però, una operazione di marketing.

L’esperienza alla Sampdoria e l’astinenza da gol

Yanagisawa venne presentato dalla Samp il 15 luglio 2003. L’ambientamento con la squadra di Walter Novellino sembrava positivo, nonostante qualche difficoltà con la lingua italiana e con le nostre abitudini. L’attenzione mediatica verso il calciatore iniziò a crescere sempre più e Atsushi, però, iniziava a diventare sempre più taciturno. Nelle sue rare interviste affermava di passare il suo tempo fuori dal campo davanti al computer o sul divano. Disse anche che da piccolo voleva giocare a baseball, ma di essere stato costretto a rinunciarvi perché era troppo giovane. Alla Samp gli toccò la maglia numero 13 che però non portò bene: la stagione 2003/2004 si concluse con 15 presenze e zero gol. Bilancio piuttosto magro per quella che in Giappone era già una star.

L’ultimo tentativo al Messina e il ritorno nella terra del Sol Levante

Nell’estate del 2004 la Sampdoria lo rispedisce al mittente, ma è un’altra italiana a riprovarci. Il neopromosso Messina dove Yanagisawa ritrova il suo tradizionale ruolo di seconda punta (alla Samp veniva impiegato da esterno) e l’amico Shunshuke Nakamura, dall’altra parte dello Stretto (alla Reggina). Non perde però la sua allergia al gol contratta in Italia. Il bilancio però sarà “migliore” con un gol in 29 presenze, segnato il 22 agosto 2004 contro l’Acireale in Coppa Italia, terzo dei quattro gol segnati dai messinesi in quella partita. Finì così l’avventura italiana di quello che qualcuno definì l’erede di Zico. In Giappone ritroverà solo parzialmente la sua vena realizzativa.

FOTO: In Zona Cesarini Twitter.

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