Vampeta, l’indisciplinato vampiro dell’Inter, rivelatosi autentico bidone

VAMPETA, IL BIDONE DELL’INTER DURATO 4 MESI

Marcos Andrè Batista Santos, in arte Vampeta, è stato uno dei più grandi bidoni che la Serie A abbia ospitato. All’Inter si pensava che avessero fatto un colpaccio nell’estate 2000, visto che lo pretese fortemente Marcello Lippi, con il suo grande amico Ronaldo il Fenomeno che lo aveva raccomandato alla dirigenza. Ma facciamo un passo indietro per presentare nel dettaglio il nostro Vampeta. Iniziò la carriera a 20 anni nel PSV Eindhoven, vincendo sia campionato che Supercoppa successivamente. Dal suo arrivo in Europa nel 1994, però, il brasiliano incominciò a soffrire di saudade, ovvero un senso di malinconia, di nostalgia. Così fece ritorno in patria per andare a giocare in prestito al Fluminense nel 1996, prima di tornare per la seconda volta al PSV.

Nel 1998, nonostante il giocatore avesse un buon seguito in Europa, decise di tornare in Brasile per percepire più soldi e soprattutto per essere preso in considerazione nella Nazionale verdeoro. Vampeta era un centrocampista centrale che aveva il mix giusto tra quantità e qualità, anche se il primo aspetto prevaleva nettamente. In Olanda venne schierato anche come terzino, seppur per breve tempo visto che c’entrava poco nel ruolo. Insomma, era il classico calciatore per cui tutti stravedevano in Brasile, ma a cui mancava quel salto di qualità in una grande squadra europea per potersi affermare a grandi livelli. Sul finire dei ’90 diverse squadre italiane incominciarono a visionare attentamente Vampeta e, dopo un primo tentativo della Fiorentina, fu l’Inter ad aggiudicarselo per ben 30 miliardi di lire nell’agosto del 2000.

Il brasiliano firmò un contratto di 4 anni a 4 miliardi di lire a stagione, con presentazione ufficiale fissata il 5 di settembre. Piccola curiosità: il nome Vampeta derivava dalla fusione delle parole “vampiro” e “capeta”, che significa “diavolo”. “Vampeta di entusiasmo” fu il bizzarro titolo che gli dedicò La Gazzetta dello Sport nel giorno del suo arrivo.

UN’ESPERIENZA DISASTROSA

Come spesso accade alla maggior parte delle meteore, l’inizio dell’esperienza nerazzurra fu più che positiva per Vampeta. Realizzò una rete all’esordio in Supercoppa Italiana contro la Lazio, in una partita che, in compenso, l’Inter perse 4-3. Le aspettative di tifosi e società sul Vampiro furono altissime, visto che doveva essere lui l’uomo destinato a dare equilibrio e al tempo stesso qualità ad una squadra molto blanda. Il debutto in Serie A del neo acquisto avvenne subito, alla prima giornata contro la Reggina a Reggio Calabria. I nerazzurri ne uscirono con le ossa rotte, perdendo per 2-1 e con Marcello Lippi che diede le dimissioni. Vampeta appariva un lontano parente dal bel giocatore visto in Olanda e in Brasile; troppo statico, lento e indisciplinato tatticamente per conquistarsi il centrocampo dell’Inter.

L’arrivo di Marco Tardelli in panchina segnò praticamente la fine della sua avventura italiana. L’ex bandiera della Juventus non gli fece mai vedere il campo e dopo 2 mesi di panchine su panchine, Vampeta disse: “Nella mia carriera non ho mai vissuto momenti come questo. Sono stato eletto miglior giocatore del Brasile, sono titolare nella mia Nazionale, ma non gioco. Se non c’è spazio per me, preferisco andarmene”. La formazione guidata da Tardelli, intanto, sprofondava in ogni partita e le tracce di quel brasiliano tanto decantato in estate non si videro più. Tra spezzoni di partite di Coppa Italia e Coppa UEFA, il 10 dicembre Vampeta si mise autonomamente fuori rosa.

Ciò per cui verrà ricordato dalle parti di Milano, oltre al suo essere stato un flop, fu per quel servizio fotografico a “G Magazine”, rivista brasiliana rivolta ad un pubblico omosessuale dove il brasiliano posava come sua madre l’aveva fatto. Il 29 novembre 2000 giocò la sua ultima partita contro il Parma in Coppa Italia, terminata con un sonoro 6-1 per i ducali. A gennaio se ne andrà in prestito al PSG, che in cambiò offrì Stephane Dalmat. Una volta allontanatosi dall’Italia, Vampeta criticò apertamente Moratti di non capire di calcio. Infine, la madre dei suoi figli lo denunciò per averla malmenata.

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