Tomas Guzman, la meteora juventina che convertì Legrottaglie

Tomas Guzman, meteora della Juventus degli anni 2000 che fece proseliti come “Atleta di Cristo”.

Tomas Guzman

Tomas Guzman, il primo paraguaiano a vestire la maglia della Juventus

Nei primi anni Duemila suscitò una certa curiosità l’arrivo alla Juventus di Tomas Guzman. La Vecchia Signora fece una delle sue tante scommesse di quel periodo puntando su un giovane talento che divenne il primo calciatore paraguaiano a vestire la gloriosa maglia bianconera. Una scommessa, tuttavia, decisamente non ripagata per la dirigenza bianconera, soprattutto nella sua prima esperienza juventina.

Le due parentesi bianconere da attore non protagonista

Attaccante esterno classe 1982, Tomas Guzman sbarcò alla Juventus nel 2000 dopo un ottimo Mondiale Under-17 con la sua nazionale. L’allora dirigente juventino Luciano Moggi fece sborsare al club ben due miliardi e mezzo per avere quello che sembrava un autentico talento del futuro. Guzman, però, si trovò inevitabilmente chiuso dalla grande abbondanza di campioni nel suo reparto, non riuscendo mai a scendere in campo tra campionato e Coppa Italia in due anni a Torino. Ebbe però un insperato momento di gloria in una partita di Champions League contro l’Arsenal. Con la Vecchia Signora già eliminata dal torneo, l’allenatore Marcello Lippi schierò le seconde linee con il paraguaiano che fece coppia in attacco con l’uruguagio Marcelo Zalayeta. Nel 2002 quindi la dirigenza juventina decise di girarlo in prestito. Prima al Messina, poi al Crotone (dove giocò due anni) e poi una breve apparizione al Siena. Nel 2006 il terremoto di Calciopoli spedì la Vecchia Signora in Serie B e per Guzman si presentò una seconda chance.

Tomas Guzman, l’atleta di Cristo della Juventus che convertì Legrottaglie a Cristianesimo

La nuova dirigenza del post Calciopoli decise di puntare anche su Tomas Guzman per la sua ricostruzione nel campionato cadetto. Anche in questo palcoscenico, però, l’attaccante paraguagio non riuscì ad imporsi in bianconero. Nonostante un buon precampionato, anche sotto la guida di Deschamps finì ai margini. Guzman, infatti riuscì a giocare solo qualche spezzone in campionato e in Coppa Italia. La sua consolazione però fu la fede. L’attaccante era diventato da tempo un “atleta di Cristo e se in campo non riuscì a lasciare il segno, fuori dal campo andò diversamente. Proprio da “atleta di Cristo”, il paraguaiano fece forse il suo più bel gol. Nella sua breve comparsa con il Siena, infatti, fu lui a convertire al cristianesimo il compagno di squadra Nicola Legrottaglie che, dopo il passaggio alla Juve, visse un momento di difficoltà personale. La carriera di Guzman invece proseguì senza infamia e senza gloria tra Spezia, Gubbio e Piacenza prima del ritorno in patria dove, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, si è dedicato interamente alla sua fede.

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