Silvio Gabriel Rudman, l’improbabile fantasista argentino del Padova 96-97!

Silvio Rudman Padova

Appena retrocesso in Serie B, il Padova tentò di allestire una squadra per la pronta risalita, acquistando anche l’argentino Silvio Rudman. Autentica meteora, disputò soltanto 9 minuti nella sua avventura italiana, prima di venire definitivamente bocciato. In seguito, il suo acquisto porterà addirittura a conseguenze in tribunale per la società veneta!

SILVIO RUDMAN, UN TREQUARTISTA PER IL PADOVA DI MATERAZZI

Estate del 1996, in Italia, come ogni anno, imperversa il calciomercato. Tutte le compagini cercano di migliorare, nel limite delle proprie disponibilità economiche, la rosa da regalare all’allenatore. C’è chi sogna in grande, chi è consapevole di andare incontro ad una stagione difficile e chi ha una tremenda voglia di rivalsa. E’ il caso del Padova, club appena retrocesso dalla Serie A dopo un torneo molto complicato e chiuso all’ultimo posto. I veneti vogliono rispondere concretamente alla delusione sportiva, allestendo una squadra in grado di tornare immediatamente nella massima divisione.

Dopo l’addio di mister Sandreani, l’artefice della grande salvezza di un paio di anni prima, i biancoscudati si affidano a Giuseppe Materazzi. Allenatore esperto, padre del difensore Marco e reduce da tante avventure, anche su panchine prestigiose come Lazio e Bari. Il mercato degli euganei è da subito molto importante. Tra i pali arriva addirittura Walter Zenga, seppur in età avanzata. L’Uomo Ragno è accolto da vero eroe, con tanto di coro (c’è solo un Walter Zenga) che in città diventa subito tormentone. Poi tanti elementi di caratura, molti reduci dalla retrocessione ma che in B rappresentano un lusso.

C’è l’ex laziale Bergodi, c’è l’attuale allenatore del Milan Pioli, ci sono Suppa, Giunta, Lantignotti e successivamente perfino Max Allegri. In attacco ci si poggia sulla freschezza di Cristiano Lucarelli, centravanti dell’Under 21. Dopo aver analizzato la rosa, Materazzi fornisce la sua lista della spesa alla società. Nella mente del tecnico, alla squadra manca un fantasista in grado di dare imprevedibilità alla manovra. Il sogno corrisponde al nome di Fausto Pizzi, 10 in uscita dal Napoli. Ma il calciatore ha altre mire e sogna di restare in Serie A, così, dopo un lungo tormentone, firma col Perugia. Il Padova, invece, va a pescare in Argentina e ingaggia un certo Silvio Rudman, che nella lista di Materazzi, ovviamente, non è presente.

UNA METEORA ASSOLUTA

Il colpo Silvio Rudman desta da subito grande curiosità. L’argentino, classe 69, è stato pagato anche una cifra importante, dato che il Padova ha staccato un assegno di 2,4 miliardi per prelevarlo dal Toros Neza, società messicana. Anche l’ingaggio, di circa 300 milioni di lire, lo rende da subito uno dei calciatori più pagati dell’intera rosa. Andando ad analizzare, inoltre, il curriculum del trequartista, si scopre subito come non sia assolutamente l’ultimo arrivato. Vanta esperienze importanti, con la chicca maggiore del biennio 93-95 trascorso addirittura al Boca Juniors. Poi avventure in Messico, Giappone e società argentine prestigiose come Argentinos Juniors e Independiente.

Numerosi anche i gol realizzati. Insomma, in città si può davvero sognare. Il calciatore, che si mette subito a disposizione di Materazzi, ha una fisicità importante per il ruolo che ricopre. Un metro e 85 di altezza e oltre 80 kg di peso. Un vero corazziere, del quale si dice abbia anche un tocco di palla notevole. Le sue (presunte) qualità sono state notate dalla dirigenza euganea attraverso un VHS, come è abitudine in quegli anni. Peccato che, al fronte delle grosse aspettative, la realtà dirà tutt’altro. Giuseppe Materazzi si accorge subito che Rudman non è il tipo di calciatore che voleva per il suo Padova. La squadra, inoltre, palesa subito difficoltà ben maggiori di quelle preventivate.

I propositi di giocare un calcio offensivo vengono messi quasi subito da parte e si passa ad un’interpretazione più “pane e salame” del gioco. Rudman finisce immediatamente in naftalina, collezionando panchine e tribune sin dalla prima giornata. La sua unica apparizione italiana è datata 6 ottobre. La squadra veneta ospita il Palermo e gioca uno dei migliori incontri stagionali. E’ un 4-0 netto, che non ammette repliche, frutto della tripletta di Cristiano Lucarelli e del poker firmato Ivone De Franceschi. Poco dopo la quarta rete, Materazzi spedisce in campo Rudman per i soli 9 minuti della sua avventura in Serie B.

IL RITORNO IN CAMPIONATI PIU’ ADATTI ALLE SUE QUALITA’

Neanche a farlo apposta, il largo successo contro i rosanero rappresenta anche l’inizio di un periodo nero per il Padova. I biancoscudati, infatti, da lì a poco entreranno in un lungo tunnel negativo, con risultati deludenti e il conseguente allontanamento di Materazzi, sostituito da Adriano Fedele. Il Padova chiuderà la stagione con un negativo 11°posto e Rudman, ovviamente, finirà sul mercato già a gennaio. Ritenuto semplicemente inadeguato al calcio italiano, l’argentino riesce a racimolare un importante ingaggio in MLS. Lo prelevano i Columbus Crew, che lo presentano anche in pompa magna, definendolo un grande cannoniere, aggressivo ed esperto, pronto a dare il via ad una vera potenza di fuoco offensiva.

Anche gli americani scoprono presto le reali qualità del ragazzo, che dopo sole 6 partite viene accantonato. La restante parte della carriera vedrà Rudman costantemente con la valigia in mano, provando numerose esperienze. Vestirà la maglia dell’Elche in Spagna, poi Honduras, Messico, Bolivia, Argentina e calcio dilettantistico. Insomma, un curriculum in totale contrapposizione con quello piuttosto glorioso dei suoi primi anni da calciatore. Una dimostrazione che, evidentemente, dalle parti di Padova non si erano sbagliati a bocciarlo dopo soli, insignificanti 9 minuti di gioco. Eppure, il club veneto non poteva immaginare che l’ingaggio di quell’ormai dimenticato calciatore argentino potesse rivelarsi un vero e proprio boomerang!

LA CAUSA NEI CONFRONTI DEL PADOVA PER L’ACQUISTO DI SILVIO RUDMAN

Qualche anno dopo l’arrivo di Silvio Rudman al Padova, infatti, gli allora dirigenti euganei, con il presidente Viganò in prima fila, ricevono l’avviso che l’affare è sotto inchiesta. Alla base, c’è un evidente artificio economico per ridurre le tasse ed esportare denaro fresco all’estero. I 2.4 miliardi di lire del suo acquisto, infatti, dopo essere transitati attraverso la cassa di risparmio, finirono direttamente sul conto corrente personale (in una banca svizzera) del procuratore del calciatore. Costui, poi, li destinò ad una società fantasma di Montevideo, la Kendall. Come accade spesso in Italia, il tutto si conclude poi a tarallucci e vino. Al fronte di un’insufficienza di prove, infatti, la legge prevede che, in questi casi, si possa agire solo tramite querela di parte, che ovviamente non è mai arrivata! Certo che rischiare la galera per un calciatore che ha totalizzato solo 9 minuti è davvero il colmo!

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