Reynald Pedros, il francese dalla rissa facile che fallì con Parma e Napoli!

L’ex Nantes fu un flop totale nella Serie A italiana, giocando poco e malissimo con le maglie di Parma e Napoli

Reynald Pedros

Reynald Pedros ha militato nella nostra serie A con Parma e Napoli, racimolando pochissime presenze e deludendo tutte le aspettative. Dopo un’ottima prima parte di carriera, il centrocampista francese si perse di colpo, collezionando tanti flop e sparendo dai radar del grande calcio.

REYNALD PEDROS E QUELL’ERRORE “SPARTIACQUE” DAL DISCHETTO

Nel pomeriggio del 26 giugno 1996, all’Old Trafford di Manchester si sta disputando la semifinale del campionato europeo di calcio. In campo ci sono la favoritissima Francia e la grande sorpresa Repubblica Ceca. Dopo 120 minuti di battaglia, in cui i Blues non sono riusciti a sfondare il muro ceco, la sfida si decide ai calci di rigore. I vari battitori appaiono tutti infallibili e la lotteria dei tiri dal dischetto prosegue ad oltranza. A questo punto, sul punto di battuta si presenta Reynald Pedros, di professione esterno sinistro di centrocampo. E’ il grande trascinatore del Nantes, squadra francese reduce da una stagione incredibile, che l’ha portata perfino a disputare le semifinali di Coppa dei Campioni contro la Juventus.

A suon di ottime prestazioni, quel centrocampista dai folti capelli neri si è guadagnato la chiamata di Aime Jacquet per Euro 96. Eppure, l’errore decisivo che sancisce il passaggio in finale della Repubblica Ceca è proprio il suo. Da quel momento in poi, quasi di incanto, la carriera di Pedros cambia totalmente dimensione. Del calciatore fantasioso, capace di trascinare il suo Nantes e di venir considerato uno dei più tecnici elementi del campionato francese, non rimane più nulla. Le avvisaglie si vedono già dopo il passaggio in estate al Marsiglia. Un rendimento del tutto anonimo, che convince l’OM a metterlo sul mercato ancor prima che la stagione 96-97 finisca. A credere ancora in lui è uno dei migliori club italiani del momento: il Parma.

UN FLOP TOTALE IN SERIE A

Pedros arriva in Emilia Romagna a campionato abbondantemente iniziato, come presunto rinforzo per il mercato di gennaio. Carlo Ancelotti, tecnico dei ducali, lo accoglie con grande entusiasmo. Dopo aver bocciato Zola, l’allenatore del Parma ha bisogno di esterni puri per forgiare al meglio il suo 4-4-2 di stampo sacchiano. E l’arrivo del francese sembra un po’ come il cacio sui maccheroni, dato che proprio lungo la linea laterale l’ex Nantes riesce a dare il suo meglio. Carletto Ancelotti, addirittura, rispondendo alle incalzanti domande dei giornalisti sull’interessamento di Callisto Tanzi per Baggio, risponde senza troppi giri di parole. “Baggio? Noi abbiamo già il nostro fenomeno in rosa: è Pedros!”. Ovviamente, il francese finirà per dimostrare tutt’altro.

I dirigenti del Parma si pentono immediatamente di averlo preso. Il calciatore, infatti, ha ben altre priorità rispetto al fare bene il suo lavoro. E’ un incallito frequentatore di discoteche, ama la compagnia femminile e, soprattutto, finisce spesso alla ribalta per delle furenti risse nei locali notturni. Di conseguenza, la sua pessima vita privata di riflette sul rendimento in campo. Reynald Pedros viene utilizzato soltanto per 5 impalpabili gare di campionato. Le cose vano leggermente meglio in Coppa Uefa, col francese che segna un gol contro il Wisla Cracovia. Al termine dell’anno il Parma riconferma Ancelotti e gli mette a disposizione due nuovi esterni di centrocampo: Blomqvist e Stefano Fiore. Pedros capisce presto la nuova aria che tira nei suoi confronti e a settembre, ancora convinto di strappare una convocazione per Francia 98, chiede la cessione.

REYNALD PEDROS E LA SURREALE PARENTESI AL NAPOLI

Il passaggio in prestito ai partenopei rappresenta una scelta totalmente sbagliata. Pedros, infatti, capita probabilmente nel peggior Napoli della storia. La squadra azzurra è una vera accozzaglia di bidoni, di scommesse infondate, di calciatori a fine carriera e di altri totalmente privi di stimoli. Manderà in campo qualcosa come 33 giocatori, senza trovare mai la matassa ed esponendo quasi tutti a figuracce colossali. Saranno addirittura 4 gli allenatori a sedersi sulla panchina napoletana, con risultati disastrosi. I 14 punti finali sanciscono la retrocessione della squadra e Pedros, dati alla mano, risulta del tutto inutile alla causa. Nello spogliatoio ha legami quasi unicamente col connazionale Prunier e il belga Crasson, peraltro due dei peggiori in assoluto della rosa.

Vede il campo soltanto in 3 occasioni, di cui 2 da titolare, senza lasciare minimamente il segno. Dopo soli 3 mesi, è già ai margini del progetto e gli vengono preferiti calciatori di dubbio valore. Così, ancora con il sogno di venir convocato per il Mondiale che la sua Francia disputerà tra le mura amiche, ottiene un nuovo trasferimento, non prima di aver giudicato “pietosa e grottesca” la situazione vissuta a Napoli. Sempre in prestito, torna in terra transalpina, firmando con il Lione. L’aria di casa, tutto sommato, gli fa anche piuttosto bene, dato che quantomeno riesce a trovare continuità di impiego. Disputa 15 partite, segnando 2 gol ma il bottino non è sufficiente a convincere il CT Jacquet. Reynald Pedros, deluso per la mancata convocazione, perde anche gli ultimi stimoli che gli sono rimasti e a 27 anni è, di fatto, quasi un ex calciatore.

IL RITORNO A PARMA E LA VINCENTE CARRIERA DA ALLENATORE

Il centrocampista transalpino, ancora legato al Parma da contratto, è costretto a tornare in Emilia Romagna per il campionato 98-99. Il tecnico Malesani non lo prende praticamente mai in considerazione. E’ ai margini del progetto e si fa riconoscere soltanto per un look del tutto improbabile, con degli osceni capelli biondo platino. Al termine dell’anno, non ha collezionato neanche una presenza e decide mestamente di tornare in patria. Seguono anni del tutto anonimi, con sporadiche apparizioni in compagini come Montpellier, Tolosa e Bastia e la sensazione che la sua testa sia ormai da un’altra parte. Dopo qualche stagione nei dilettanti, Reynald Pedros annuncia il ritiro a 37 anni, anche se ormai, mentalmente parlando, lo aveva già fatto da tempo. Dopo aver studiato da allenatore, trova finalmente la sua dimensione da tecnico di calcio femminile.

Alla guida del Lione, infatti, arriva a raggiungere un clamoroso Triplete. Nella sua gestione, l’OL vince tutto ciò che è possibile e Pedros trova quelle soddisfazioni che da calciatore, dopo un buon inizio, gli erano rapidamente sfuggite. Dopo una parentesi da commentatore televisivo, nello scorso anno ha firmato un contratto come CT della nazionale femminile del Marocco. La sua totale inadeguatezza al calcio italiano lo porta di diritto nella lista dei peggiori bidoni del nostro campionato. Probabilmente, neanche molti tifosi di Parma e Napoli lo ricorderanno come calciatore dei loro club e, dato il risultato, è sicuramente meglio così! Ancelotti, invece, che lo aveva definito un fuoriclasse e a cui non ha mai fatto difetto l’autoironia, anni dopo ha ammesso di essere stato un pazzo a dire certe cose!

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