Paco Soares, l’insulsa promessa di Samp ed Empoli finita in 2°Categoria

Paco Soares

Nell’estate del 1997 la Sampdoria acquistò il giovane talento brasiliano Paco Soares. L’attaccante, dopo un periodo di adattamento in Primavera, fu lanciato da Boskov e siglò un gol al Parma di Buffon. Successivamente, non ha mantenuto le promesse, fallendo nella successiva avventura all’Empoli e scivolando progressivamente di categoria in categoria!

PACO SOARES, UNA PROMESSA BRASILIANA PER LA SAMPDORIA

Il campionato 97-98 rappresenta una stagione di rinnovamento per la Sampdoria. L’epoca d’oro dei grandi successi e dei vari Roberto Mancini e Gianluca Vialli, appare ormai lontana. Così, nel tentativo di ricreare un progetto, il Presidente Enrico Mantovani affida la squadra al tecnico argentino Menotti. Il Flaco sarà un flop totale, ma questa è sostanzialmente un’altra storia. Ad inizio anno, si punta su diversi colpi esotici, molti dei quali indicati proprio dal tecnico. Ad esempio, viene ingaggiato il trequartista argentino Morales, che si rivelerà un vero bidone. Tra i tanti acquisti, c’è anche un giovane brasiliano, proveniente dall’Honduras. Paco Soares, di appena 19 anni, di professione fa l’attaccante ed è considerato un buon talento.

Come sia finito nel campionato honduregno non è ben chiaro, fatto sta che è reduce da una stagione piuttosto positiva in cui si è fatto notare dagli osservatori della Samp. Il ragazzo partecipa al ritiro precampionato con i doriani ma Menotti lo reputa ancora molto acerbo e lo spedisce a giocare in Primavera. Un torneo evidentemente più adatto alle sue qualità, che tutto sommato sembrano interessanti. E’ una classica seconda punta, molto rapida e con buona fantasia. Appare un pochino fumoso e piuttosto leggerino, ma ha l’età dalla sua parte e ci si augura che il tecnico Giovanni Re possa valorizzarlo. L’impatto col campionato Primavera è piuttosto buono e il brasiliano impressiona positivamente, anche con qualche gol pesante.

IL GOL A GIGI BUFFON E LA STIMA DI BOSKOV

Intanto, però, per la Sampdoria dei grandi le cose vanno decisamente male. Che sia una squadra a fine ciclo appare evidente a tutti, così come si possono tranquillamente definire inadeguati quasi tutti i nuovi acquisti. A farne le spese è ovviamente il Flaco Menotti, che ha perso presto la bussola e non è stato in grado di dimostrare le sue doti di comando nel calcio italiano. Per salvare capra e cavoli, Mantovani si affida all’usato sicuro e richiama Vujadin Boskov, il tecnico degli indimenticabili successi di inizio anni ’90. Il serbo tenta di dare subito una scossa mentale, praticando un gioco più tradizionale e badando maggiormente al sodo. Ne fanno le spese alcuni dei presunti pupilli di Menotti, tra cui ovviamente Morales. Chi, invece, sembra trarre beneficio dalla situazione è proprio Paco Soares.

Boskov lo nota subito e ne apprezza immediatamente le qualità. Lo inserisce stabilmente nella rosa della prima squadra, ponendolo alle spalle di attaccanti di grande valore come Beppe Signori, Vincenzo Montella e Jurgen Klinsmann. Anche se, sulla carta, di spazio non ce n’è molto, il brasiliano può studiare da vicino le caratteristiche degli illustri compagni. Inoltre, la fiducia di Boskov gli permette di iniziare a ritagliarsi qualche minuto importante nei finali di gara. La sua vivacità, l’intraprendenza e la voglia sono armi su cui fare affidamento dinanzi a difese ormai stanche. Il momento di gloria assoluta, Paco lo vive in occasione della terzultima di campionato, quando c’è da fare visita al Parma. Sotto per il gol dell’ex Enrico Chiesa, Boskov lo spedisce in campo al posto di Pesaresi al 56′. Appena 10 minuti dopo, il brasiliano batte un certo Gianluigi Buffon, siglando il pari ma soprattutto il suo primo gol in Serie A. L’incontro terminerà poi 2-2.

L’INUTILE PASSAGGIO DI PACO SOARES ALL’EMPOLI

La prima stagione italiana di Paco si conclude con 8 presenze, per lo più spezzoni, e una storica rete a Gigi Buffon. Nell’ambiente doriano, tuttavia, l’unico che sembra avere davvero fiducia in lui è Vujadin Boskov. Il tecnico, concluso il campionato, lo chiama in sede per avvisarlo delle sue intenzioni di tenerlo in rosa e portarlo in ritiro. La società, però, ha piani totalmente diversi e non solo per il brasiliano. Paco Soares, intanto, rinfrancato dalle parole di stima del suo allenatore, parte per il Brasile, dove trascorre le vacanze. Al suo ritorno, anziché Boskov (non riconfermato e finito a Perugia), trova in panchina Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, come dimostrerà nel proseguo della carriera, non ama particolarmente quel genere di attaccante e lo depenna immediatamente dalla lista dei calciatori graditi.

La destinazione, curiosamente, è proprio Empoli, piazza dalla quale arriva Spalletti. Il club toscano, dopo l’ottima salvezza del campionato precedente, ridimensiona notevolmente la qualità della rosa. E’ un progetto basato su tanti giovani e che si concluderà con una retrocessione molto amara. Di questo netto fallimento, però, non ne farà parte Soares. Il brasiliano, infatti, viene bocciato immediatamente da Mauro Sandreani. L’ex tecnico del Padova, dopo averlo valutato in ritiro, lo manda costantemente in tribuna ad inizio campionato. Così, a settembre, proprio all’ultimo giorno utile di mercato, lo spedisce ad Andria in prestito. Anche il torneo di serie B, però, si rivela troppo complicato per l’attaccante, che si deve accontentare di sole 6 impalpabili presenze. Nelle future interviste, Soares si dirà convinto di aver fatto bene alla Fidelis e di aver giocato poco solo per via degli infortuni.

I TANTI FALLIMENTI IN SERIE C E IL COINVOLGIMENTO IN PASSAPORTOPOLI

Il prestito alla Fidelis Andria ha avuto un effetto totalmente opposto a quello per cui era stato ratificato. Il ragazzo non si è minimamente consacrato ma ha dimostrato enormi limiti dal punto di vista fisico, tattico e di produttività. Torna alla Samp e non c’è più Spalletti dopo la clamorosa retrocessione, bensì Giampiero Ventura. Costui, intento a costruire una squadra pronta a tornare subito in A, reputa Soares completamente inutile per il progetto. Il brasiliano viene ceduto a titolo definivo alla Carrarese, in Serie C. Qui trova un ambiente che crede ciecamente in lui. Il tecnico Giovanni Pagliari stravede per le sue qualità e spiega ai compagni come debbano pensare loro a difendere e a correre, lasciando a Soares la piena libertà di movimento offensivo.  Nonostante i buoni propositi e la sua solita spavalderia, Paco non va oltre i 5 gol in campionato.

Un bottino misero e che coincide con l’ennesimo fallimento della sua ancor giovane carriera. La tappa successiva è Lucca: l’attaccante inizia come titolare, perde presto il posto e intanto scoppia lo scandalo dei passaporti. Lui è ovviamente coinvolto ed è costretto ad andare a processo. Ne uscirà pulito ma l’episodio influirà molto sul suo morale, tanto da portarlo a valutare l’idea di un ritiro. Nel campionato 2001-2002 è nuovamente ad Andria, in C1. E’ la miglior stagione della sua carriera da professionista, con 6 gol in 14 partite. Curiosamente, anche un paio di anni dopo tornerà alla Fidelis e segnerà ancora 6 reti. Il vortice di mercato, in pochi anni, lo porta a giocare in numerose piazze come Arezzo, Fano, Nocera o Taranto. Tutte esperienze concluse malamente e che fanno si che Paco Soares, a soli 26 anni, sia sul viale del tramonto.

LA DISCESA NEI DILETTANTI E IL BEACH SOCCER

Anche nella sua testa, dopo tanti fallimenti, inizia a echeggiare l’idea che il calcio italiano, probabilmente, sia di un livello troppo alto per quelle che sono le sue qualità. Così, Paco Soares fa i bagagli e se ne torna in Honduras, dove tutto aveva avuto inizio. Ma il richiamo del Belpaese non si fa attendere, anche se non è di certo l’opportunità che il brasiliano aspettava. Lo vuole il Budoni, club sardo che milita in Serie D. A questo punto, Soares opta per una strada piuttosto battuta dai calciatori che si avviano verso la fine della propria carriera ma che hanno ancora un buon nome sul quale poggiarsi: svernare nelle categorie minori. Iniziano una lunga serie di avventure nel calcio dilettantistico, che lo porteranno a giocare in D, in Eccellenza e in Promozione.

Ha anche modo di collezionare due brevissime esperienze nelle serie minori in Grecia e Belgio, senza ottenere alcuna soddisfazione. Successivamente, ormai alla soglia dei 40 e ancora in buone condizioni, finirà addirittura in Seconda Categoria. Ma la vita sportiva di Paco Soares non termina di certo qui, perchè nel 2011, proprio mentre milita in D con i siciliani del Noto, viene notato mentre gioca a beach soccer. E’ uno sport che, da brasiliano, ha nelle vene e alcuni “osservatori” gli consigliano di intraprendere questa strada. Inizia una vita sportiva parallela, come quella di molti giocatori di calcio sulla sabbia. In estate i vari tornei in giro per il mondo, il resto dell’anno a svernare nei campi dilettantistici. A beach soccer è talmente bravo che, nel 2013, si guadagna perfino la convocazione col Brasile per il Mundialito, chiuso al terzo posto!  A dimostrazione che, quando fu  notato, qualcuno ci aveva visto lungo sulle sue qualità ma, probabilmente, aveva semplicemente sbagliato sport!

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