Omari Tetradze, il russo di cristallo che divenne una meteora della Roma!

Omari Tetradze Roma

Omari Tetradze arrivò a Roma nel gennaio del 1997 e riuscì a totalizzare 15 presenze in due campionati e mezzo. La sua avventura italiana fu martoriata da una quantità industriale di infortuni.

L’ARRIVO DI OMARI TETRADZE ALLA ROMA

Il mercato di riparazione invernale della stagione 96-97 si avvicina e la disastrata Roma di Carlos Bianchi è assoluto bisogno di rinforzare la propria rosa. I giallorossi, dopo una buona partenza, sono sprofondati nell’oblio e hanno una classifica sempre più deficitaria. La prima richiesta del tecnico argentino, che gode ancora (e per poco) della fiducia di Franco Sensi, è quella di cambiare gli esterni bassi. C’è bisogno di gente più congeniale all’idea dell’allenatore, che vorrebbe passare, in pianta stabile, al 4-4-2. I nomi sul banco sono due e arriveranno entrambi. A sinistra, ecco un certo Vincent Candela. Dopo una lunghissima e difficile trattativa con Guingamp, i giallorossi portano il terzino francese a Trigoria e ne faranno un proprio punto cardine per anni. Dall’alto lato del campo, purtroppo, andrà meno bene.

Il prescelto per rinforzare la fascia destra difensiva della Roma è il russo Omari Tetradze, in arrivo dall’Alanija Vladikavkaz. Di origine georgiana, il classe 69 fa effettivamente il terzino soltanto da un paio di anni. Prima era un esterno alto, cresciuto nella Dinamo Tbilisi e poi esploso alla Dinamo Mosca, raggiungendo anche la nazionale. Veloce e dotato di una resistenza fuori dal comune ma con una tecnica non propriamente finissima, trova la svolta della sua carriera quando conosce Gazzaev. Il tecnico se ne innamora e se lo porta anche dalla Dinamo all’Alanija. Qui ha l’intuizione, un pò per necessità e un pò per caratteristiche, di abbassarlo sulla linea dei difensori. E’ una mossa azzeccatissima, perchè Omari difende bene e attacca meglio. La Roma lo nota già durante l’Europeo del 96, che disputa giocando tre buone partite con la Russia, peraltro nel girone dell’Italia.

IL CLAMOROSO AUTOGOL E I MILLE INFORTUNI

Pagato 2 miliardi di lire, giunge a Roma a gennaio e viene subito mandato in campo nella gara interna contro il Vicenza. L’esordio, assieme a quello di Candela, coincide con una buona vittoria per 2-0 e il terzino russo disputa una gara incoraggiante. Si ripete la settimana seguente, quando la Roma va a espugnare il campo della Sampdoria con un 2-1 e per Omari Tetradze i 7 in pagella fioccano. Insomma, sembra davvero che Franco Sensi abbia trovato i due rinforzi giusti e che la stagione della Roma sia pronta a svoltare. Ma ovviamente è tutta una bolla di sapone, che esplode clamorosamente la terza domenica.

L’avversaria di turno, in scena all’Olimpico, è la Reggiana, disastroso fanalino di coda della serie A e piena zeppa di bidoni clamorosi. La gara sembra non avere storia e la Roma va subito sul doppio vantaggio con Moriero e Totti.  La vittoria è in archivio ma i giallorossi iniziano a fallire occasioni a raffica e vengono sorpresi a metà ripresa da un altro russo, Igor Simutenkov, che accorcia le distanze e riapre i giochi. Trascorrono i minuti, con la squadra di Bianchi che continua a divorarsi il gol della sicurezza quando al 90′ accade l’incredibile. Omari Tetradze, nel tentativo di allontanare un pallone sporco in area di rigore, si avvita su se stesso e si esibisce in una sorta di goffa sforbiciata.

Colpisce malissimo la sfera, che si impenna verso la sua porta e scavalca l’incredulo Giovanni Cervone con un perfetto pallonetto: è il definitivo 2-2 (clicca QUI per il video). Il portierone della Roma lo guarda privo di speranze e, conoscendo il carattere focoso, lo avrebbe volentieri picchiato di fronte a tutti. Sono gli ennesimi punti buttati in una stagione disastrosa per i capitolini. Tetradze, tuttavia, prende parte alle successive gare, giocando sempre tranne che a Torino contro la Juventus. Dopo l’ennesima sconfitta, a Cagliari, Bianchi viene esonerato e torna in panchina lo storico allenatore Nils Liedholm. Lo svedese, complici anche i primi acciacchi di Tetradze, lo boccia inesorabilmente e praticamente non vedrà più il campo per tutta la stagione, coincisa con una sudata salvezza.

IL BIENNIO ZEMANIANO E L’ADDIO

Per rilanciare i destini della sua Roma, dopo il campionato disastroso con Bianchi, Sensi prende una decisione controversa ma decisamente azzeccata. Affida la panchina della squadra all’ex laziale Zeman e rivoluziona gran parte della rosa. Arrivano decine di volti nuovi, molti dei quali anche piuttosto vicini alla definizione di bidone. Ma l’11 titolare è valido e la squadra gioca un grande calcio, ottenendo un ottimo quarto posto dopo la quasi retrocessione dell’anno prima. Nella rosa a disposizione del boemo figura anche Omari Tetradze ma la seconda esperienza alla Roma del russo si rivelerà intrisa di sfortuna. Inizialmente gode anche della fiducia dell’allenatore, che ha in mente per lui un altro cambio di ruolo. Zeman, infatti, lo vede mezzala.

E nelle primissime prove tattiche, il ragazzo sembra anche a proprio agio nei panni di vice Tommasi. Abbina corsa e quantità e, inoltre, è molto intelligente tatticamente. Peccato che inizia a subire un’infinita serie di infortuni al ginocchio, che lo terranno fuori per quasi tutto il campionato. Vede il campo soltanto 7 volte, di cui una sola da titolare contro il Piacenza in trasferta, partita terminata 0-0. Durante l’estate seguente, subisce un ennesimo infortunio al ginocchio martoriato, stavolta gravissimo. Si teme anche per la sua carriera e non riesce a totalizzare neanche una presenza nella stagione 98-99. A fine anno, con grandissima correttezza morale, capendo di non poter dare altro alla Roma, chiede e ottiene la rescissione.

Va a svaccare, seppur con i soliti infortuni di contorno, in Grecia al Paok, dove riesce a disputare un paio di buone stagioni. Poi torna in Patria per gli ultimi anni di carriera tra Alanija, Anzhi e Krilja. Si ritira nel 2005 e intraprende il percorso da allenatore, senza ottenere grandi risultati. A Roma in tanti lo etichettano come bidone ma c’è anche da valutare la tanta sfortuna, che ne ha sicuramente frenato il rendimento in Italia. In quelle poche presenze, tolto il clamoroso autogol alla Reggiana, Omari Tetradze non era sembrato poi così malvagio, soprattutto a confronto di tanti imbarazzanti acquisti che popolavano la serie A in quegli anni!

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