Niclas Nyhlen, l’inutile acquisto del Cosenza nel mercato invernale 1997

NICLAS NYHLEN, IL BIDONE DEL COSENZA 96-97

Frugando nel passato, c’è una teoria che affermava che i giocatori svedesi sono forti solo se sono brutti. Una dottrina molto goliardica ma che, effettivamente, non andava tanto lontano dalla realtà. Dopo i fasti degli anni ’90 e la lunga era di Ibrahimovic, uomo squadra per oltre un decennio, leader tecnici e caratteriali latitavano tra gli scandinavi. L’Italia ha ospitato nel corso della propria storia una generazione di calciatori svedesi, che passavano dall’essere fenomeni a bidoni veri e propri. Il binomio Svezia-Italia incominciò col trio dei campioni, la Gre-No-Li. Gunnar Gren, Gunnar Nordhal e Nils Liedholm, che dopo l’oro Olimpico del 1948, fecero grande il Milan degli anni ’50. Loro tre avevano portato una ventata d’aria fresca nel nostro paese, che peccava di stranieri così forti.

Andando oltre, però, troviamo anche Hasse Jeppson, soprannominato Banco ‘e Napule, per via del grande esborso che fece il Napoli di Achille Lauro per strapparlo dalla corte dell’Atalanta; e Kurt Hamrin, ottavo miglior marcatore della nostra Serie A, in cui ha militato per 15 anni. Ce ne sarebbero tanti altri che meriterebbero la nomina, (Kennet Anderrson), ma ci sono altrettanti calciatori svedesi che in Italia si sono rivelati dei grandissimi flop. Mellberg, Martin Dahlin, che alla Roma giocò pochissimo, Raneige dell’Udinese, Daniel Andersson al Milan, Marcus Allback del Bari. Oggi ci concentriamo su un giocatore che probabilmente rientra nella top 3 dei bidoni svedesi sbarcati nel paese dello Stivale, Niclas Nyhlen. Il Cosenza degli anni ’90 stava vivendo momenti complicati, da montagne russe con più bassi che alti.

Nel gennaio 1997, la squadra calabrese era invischiata nei bassifondi del campionato di Serie B e si voleva cercare un profilo esperto che potesse dare una mano per uscire da una situazione tragica. L’allenatore Franco Scoglio chiese al presidente Pagliuso di andare a pescare dalla Serie B tedesca e dallo Stoccarda Kickers arrivò Niclas Nyhlen. Classico spilungone svedese longilineo che sbarcò a Cosenza in pompa magna tra scetticismo e grandi aspettative.

LA DISASTRATA ESPERIENZA

Di mestiere faceva il difensore, anche se per tutta la carriera venne impiegato come centrocampista difensivo. L’esperienza sul curriculum non gli mancava, visto che disputò il Mondiale di Italia ’90 con la Nazionale svedese. Niclas aveva 30 anni e in Calabria venne accolto con una certa allegria e soprattutto curiosità, visto che di stranieri ce n’erano davvero pochi da quelle parti. Esordì il 2 febbraio 1997 contro il Castel di Sangro, match che terminò col risultato di 1-1. Con la maglia del Cosenza Nyhlen giocò fino a fine marzo e dopo la sconfitta della 29° giornata nel derby contro la Reggina, il presidente sollevò dall’incarico Scoglio per richiamare De Biasi. Il cambio in panchina sancirà, di fatto, la fine prematura dell’esperienza dello svedese in Italia.

In quattro mesi lo scandinavo giocò solamente spezzoni, non dando nulla alla causa. Certo, non doveva essere semplice inserirsi in una squadra che stava vedendo gli spettri della Serie C, adattarsi e fare la differenza in poco tempo. Alla fine l’esperienza fu un disastro sotto tutti i punti di vista, col Cosenza che terminerà in 17° posizione, retrocedendo in C. Nyhlen, a fine anno, salutò una volta per tutte l’Italia, cercando redenzione in Cina, al Dalian Shide.

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