Milton Caraglio, il pachidermico attaccante argentino del Pescara di Bergodi

Prelevato dai cileni del Rangers de Talca, il centravanti si rivelò del tutto inadeguato alla Serie A e si intuì perchè, appena un paio di anni prima, stesse per finire in D!

Milton Caraglio Pescara

Nel mercato invernale della stagione 2012-13, il Pescara acquistò il centravanti argentino Milton Caraglio. Il presunto bomber si rivelò un pacco enorme e non andò oltre le 4 presenze, senza mai segnare. Inoltre, l’inutile acquisto ebbe anche conseguenze giudiziarie, con gli abruzzesi costretti a pagare una penale al club cileno che deteneva il cartellino!

MILTON CARAGLIO, IL COLPO INVERNALE DEL PESCARA DI BERGODI

Un colpo dal Sudamerica per dare l’assalto decisivo alla lotta salvezza. E’ quello che devono aver pensato i dirigenti del Pescara quando, nella stagione 2012-13, decisero di andare a prendere il centravanti, di cui la squadra necessitava, direttamente dal Cile. Reduce dalla meravigliosa promozione dell’anno precedente con Zeman in panca, il Delfino aveva iniziato in modo incoraggiante la propria stagione in A. Una massima serie che mancava da ben 21 anni e che la compagine abruzzese aveva sfiorato in un paio di occasioni. Smantellata gran parte della rosa zemaniana, il Pescara aveva affidato la direzione tecnica a Stroppa, salvo poi esonerarlo e scegliere Bergodi. Con l’ex difensore della Lazio in panchina, i biancoazzurri sembravano aver trovato la giusta via, totalizzando ben 20 punti nel girone di andata.

Ciò nonostante, il patron Sebastiani decise di intervenire massicciamente nel mercato invernale, regalando numerosi volti nuovi al tecnico. Come era già successo in estate, il club abruzzese sondò anche il palcoscenico sudamericano. Da lì, infatti, era arrivato Quintero, il sostituto colombiano di Verratti. Giocatore poi divenuto celebre al River Plate, mostrò sprazzi di classe in Italia, seppur finito nel bel mezzo di un equivoco tattico che lo voleva regista anziché fantasista. Intanto, a gennaio, il nuovo centravanti del Pescara fu individuato in Milton Caraglio. Un argentino che, dopo i primi anni di carriera non eccelsi in patria e negli USA, aveva trovato la sua isola felice in Cile, divenendo uno stimato cannoniere con il Rangers de Talca. Per portarlo in Abruzzo, tra l’altro, il Pescara vinse un duello di mercato con il Catania, che lo aveva messo nel mirino da tempo.

LE TRATTATIVE SFUMATO CON CLUB DI SERIE D

Curiosamente, il nuovo centravanti pescarese aveva proprio origini abruzzesi, nella fattispecie di Chieti. Non proprio un inizio incoraggiante, data la forte rivalità che c’è tra le due province! In ogni caso, l’argentino si legò al club biancoazzurro con la formula del prestito con diritto di riscatto. Già poche ore dopo l’annuncio ufficiale, però, iniziarono a spuntare fuori le prime, curiose storie che ponevano un enorme punto interrogativo sul valore del giocatore. Appena due anni prima, infatti, l’argentino era stato ad un passo dall’arrivare nel calcio italiano, addirittura in Serie D! Grazie ai contatti di uno dei suoi agenti, Rocco Bochicchio, Caraglio fu proposto alla Renato Curi Angolana, altra compagine abruzzese. Il presidente Gabriele Bankowski, però, ritenne il colpo troppo esoso per le casse del suo club e rimandò al mittente la proposta.

Bochicchio, a quel punto, si spostò più a sud e definì in modo pressoché certo un accordo con il Nardò, che dominava il campionato di D (che poi vinse). Reduce da un infortunio grave al ginocchio, Caraglio si era ormai convinto ad accettare la destinazione ed era ad un passo dalla firma, quando ricevette una ben più allettante proposta dagli USA. I New England Revolution, infatti, erano intenzionati ad aggregarlo al proprio roster, offrendo uno stipendio di gran lunga superiore a quello del Nardò. A quel punto, il centravanti mancino ci ripensò e cambiò destinazione, disputando un’annata piuttosto anonima negli Stati Uniti prima della definitiva consacrazione in Cile. Anche per questo poco incoraggiante aneddoto, i tifosi del Pescara si mostrarono quasi subito scettici circa la abilità di Milton Caraglio.

MILTON CARAGLIO E LE ZERO RETI CON LA MAGLIA DEL PESCARA

Effettivamente, le sensazioni iniziali furono ben presto confermate sul campo. Del centravanti abile a fraseggiare con i compagni, bravissimo nel difendere palla spalle al porta e dotato di un sinistro esplosivo, non si ebbe praticamente traccia. Con un improbabile numero 60 sulle spalle, nettamente fuori forma, sovrappeso, lento all’inverosimile, a tratti imbarazzante anche tecnicamente, Caraglio fu il simbolo del disastroso girone di ritorno del Pescara. La compagine di Bergodi, infatti, totalizzò un solo punto in tutto il giro di boa del campionato, andando incontro a numerose debacle e ad una retrocessione assai amara. Milton Caraglio riuscì a totalizzare soltanto 4 presenze nella sua avventura a Pescara, tutte tragicomiche, specialmente quella contro la Lazio.

Una sfida piuttosto sentita dalle parti di Pescara ma che si chiuse con un secco 2-0 a favore dei capitolini. Nella ripresa, tuttavia, Caraglio ebbe la chance di riaprire il match. Grazie ad uno scivolone del brasiliano Dias, si involò tutto solo verso la porta di Marchetti e con ampio vantaggio rispetto ai difensori.  A pochi metri dalla gloria, fu incredibilmente ripreso dallo stesso Dias, non propriamente un velocista, che approfittò dei movimenti pachidermici di Caraglio. Poche settimane dopo, a retrocessione ormai certa, Sebastiani esonerò Bergodi e diede la guida tecnica della squadra al giovane Bucchi. Per Caraglio, si chiusero definitivamente gli spazi e a fine anno tornò mestamente in Sudamerica. Un destino simile toccò anche a Nicolas Bianchi Arce, altro colpo (poi rivelatosi flop) dal Sudamerica con cui si sarebbe dovuta teoricamente rinforzare la difesa.

LA CAUSA IN TRIBUNALE CON IL CLUB CILENO

Ancora oggi in attività, Milton Caraglio, dopo l’addio al Pescara, trovò difficoltà in patria con le maglie di Arsenal e Velez, prima di trovare la sua giusta dimensione in Messico. Numerose stagioni da stimato bomber con diversi club prima di un nuovo infortunio e del ritorno in Argentina per firmare con il Rosario Central, club nel quale milita attualmente. Il Pescara, invece, pagò dazio anche anni dopo per via di quello scriteriato acquisto. Sebastiani, infatti, probabilmente accortosi del pacco preso, aveva ritardato i pagamenti relativi al prestito da versare ai cileni del Rangers de Talca. I sudamericani, ovviamente, si erano rivolti al Tribunale di Losanna e vinsero la causa.

Il Pescara si ritrovò a dover versare ulteriori 80 mila euro come interessi e spese giudiziarie, oltre che la cifra precedentemente pattuita. Una vera e propria beffa per un enorme bidone, che riuscì nell’impresa di farsi ricordare come uno dei peggiori in una squadra che, dal suo arrivò, totalizzò un solo punto. Anni dopo, con la squadra di Bepi Pillon in piena corsa per la promozione in A, Sebastiani ritentò nuovamente il colpo dal Sudamerica, andando a prelevare il centravanti uruguaiano Santiago Bellini, con esiti ugualmente disastrosi! Della serie “commettere errori è umano, perseverare è diabolico“!

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