Michael Madsen, il pachidermico terzino sinistro danese del Bari!

Michael Madsen Bari

Uno dei tanti scandinavi del Bari negli anni 90 fu Michael Madsen, che arrivò assieme al connazionale Knudsen. Mentre l’amico scappò dall’Italia dopo una sola stagione, il terzino restò tre anni in Puglia. Oltre alla clamorosa lentezza nell’incedere, i tifosi baresi lo ricordano anche per un tragicomico episodio in un derby col Lecce!

MICHAEL MADSEN, DALLA DANIMARCA AL BARI

Quando nel 1998 i tifosi del Bari hanno sentito l’annuncio dell’imminente arrivo di Michael Madsen, avranno sicuramente pensato al famoso attore di Hollywood. Chiaramente si trattava di un semplice e curioso caso di omonimia, perchè il diretto interessato era un calciatore, più precisamente un laterale sinistro. Prelevato dall’AB, dopo un paio di buone stagioni in patria, è da subito ritenuto perfetto per il 3-5-2 di mister Fascetti. Un terzino anomalo, visto l’incredibile fisico (1.91 per 82 kg) e, secondo ciò che si sente dire prima del suo arrivo, dotato di un potentissimo tiro mancino.

Tutte queste abilità, chiaramente, non si vedranno mai in Italia ma al momento del suo acquisto, era lecito attendersi qualcosa. Il Bari, negli anni 90, ha un canale preferenziale con la Scandinavia. Spesso, pesca molto bene, come è stato per Kenneth Andersson e il compianto Klas Ingesson. Altre volte, arrivano giocatori meno convincenti come Aalback o questo tizio qui. Eppure, qualcosa avrebbe anche dovuto far riflettere. Pur relativamente giovane, con i suoi 24 anni, Madsen non vanta alcuna presenza neanche con le nazionali giovani danesi. Ok, in quegli anni la Danimarca è formazione valida, ma non ha un bacino immenso dal quale pescare e, solitamente, se un calciatore è interessante, viene inserito presto nel giro. Ma non è e non sarà mai il suo caso.

IL CURIOSO EPISODIO NEL DERBY COL LECCE

Al momento dell’arrivo, c’è grande curiosità in città per i due nuovi scandinavi. Il più accreditato a fare bene, però, non è Madsen, bensì Peter Knudsen. Un vero e proprio vichingo, anche nell’aspetto e con un fisico importante. Professione centrocampista centrale, tecnicamente perfetto per fare la mezzala di inserimento nello scacchiere tattico di Fascetti. Che infatti, fin da subito, gli inizia a dare spazio. Madsen, invece, viene testato in qualche partita iniziale, poi farà più spesso la riserva. Lento, impacciato, specialmente col pallone tra i piedi e con una grande difficoltà nel coprire l’intera fascia mancina. Un ruolo, quello attualmente rinominato quinto, di grosso dispendio di energie e di importati compiti di rientro.

Tutte caratteristiche che Madsen dimostra chiaramente di non avere. Nonostante le scarse prestazioni, a fine anno quello che lascia Bari non è Michael Madsen ma il collega Knudsen. Pur non avendo rispettato in tutto le aspettative, il centrocampista non era stato mai bocciato da Fascetti. Tuttavia, il danese non riesce mai ad adattarsi allo stile di vita italiano e ha un’enorme nostalgia della sua terra. A fine anno, chiede e ottiene la cessione. Il terzino Madsen, invece, rimane, sperando di cambiare un pò l’andamento delle cose ma senza riuscirci del tutto. Al terzo anno in Puglia, però, ha la grande occasione. E’ un’annata pessima per il Bari, che culminerà con una dolorosa retrocessione.

Madsen, nella povertà tecnica della squadra, inizierà a trovare più spazio. Fattore che, ovviamente, non sfrutterà assolutamente. Fascetti, a corto di soluzioni dignitose, decide di schierarlo anche nel sentito derby contro il Lecce, datato 19 novembre. La squadra è già in difficoltà e la sfida contro i salentini può essere l’occasione per dare una svolta alla stagione o comunque regalare una gioia ai tifosi. Le cose andranno malissimo, visto che la doppietta di Lucarelli li condanna ad una sconfitta per 2-0. Ma è quello che accade nel finale che sconvolge i tifosi baresi. Madsen, con la squadra già sotto di due reti, viene lanciato sulla sinistra. Con tutta la tranquillità del mondo, anzichè affondare verso la porta, il danese cerca la bandierina del calcio d’angolo, si mette a protezione della palla e inizia a perdere tempo.

L’OVVIO ADDIO DEL PACHIDERMICO DANESE

Siamo sicuri che nei successivi giorni, a Bari, in molti avranno maledetto quel ragazzo. L’ennesimo episodio che dimostra chiaramente la sua totale inadeguatezza al calcio italiano. A fine anno, il Bari retrocede mestamente e Michael Madsen decide di lasciare l’Italia, senza ovviamente che nessuno lo rimpianga. Chiude l’esperienza pugliese con 44 presenze distribuite in 3 campionati e un solo gol, siglato proprio nell’ultima stagione nella sconfitta per 3-1 contro il Milan.  A proposito, clicca QUI per la sintesi del match, con la rete del laterale scandinavo!

Lasciata Bari, il danese trova un ingaggio blasonato nelle fila del Wolfsburg, ambizioso club tedesco che sta tentando di crearsi un’importanza posizione in Bundesliga. Qui non si adatta mai e gioca soltanto 3 gare. Decide, saggiamente, di tornare in patria, con cui chiude la carriera al seguito di tre esperienze con Farum, Hellerup e Lyngby, Successivamente, ritiratosi a 33 anni, ha iniziato a fare l’allenatore. Una scelta decisamente azzeccata, visto che nelle vesti di trainer ha avuto sicuramente momenti migliori. Ha più volte detto di avere un ottimo ricordo di Bari ma siamo sicuri che in Puglia quasi nessuno ha la sua stessa idea!

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