Josip Posavec, l’inesperto numero 1 croato, pupillo di Zamparini al Palermo

Scelleratamente imposto come titolare dal presidente Zamparini, il giovane croato divenne l’incubo del Barbera con i suoi numerosi errori

Josip Posavec Palermo
during the Serie A match between US Citta di Palermo and Bologna FC at Stadio Renzo Barbera on February 28, 2016 in Palermo, Italy.

Arrivato a Palermo nel 2016, il giovane croato Josip Posavec si ritrovò presto a ricoprire il ruolo di portiere titolare. Una scelta scellerata e affrettata, dettata dall’immensa stima che il presidente Zamparini aveva nei suoi confronti. Sommerso dalle critiche, dopo valanghe di gol subite e errori colossali, il numero 1 perse prima la titolarità e poi fu ceduto.

JOSIP POSAVEC E QUELLA PREMATURA TITOLARITA’ AL PALERMO

Bruciato. L’aggettivo che meglio di tutti descrive la parentesi italiana di Posavec. Un portiere che, almeno a livello giovanile, aveva fatto parlare molto bene di sé, convincendo i dirigenti del Palermo a portarlo in Sicilia ad appena 20 anni. Cresciuto nella “cantera” dell’Inter Zapresic, aveva guadagnato la titolarità soltanto da pochi mesi. Una ventina di presenze in prima squadra, qualche apparizione nelle Nazionali giovanili croate e poco altro. Un curriculum che, però, fu sufficiente a garantirgli il trasferimento in rosanero. Un colpo che la società del premier Zamparini effettuò nell’estate del 2015, salvo lasciarlo in patria per ulteriori 6 mesi.

Inizialmente, nei piani del Palermo, Josip Posavec sarebbe dovuto arrivare direttamente nella stagione seguente, ma le ottime prestazioni del portiere e qualche problema tecnico nella rosa siciliana, accelerarono il tutto. Così, nel mercato invernale, il giovane croato interruppe il prestito e si trasferì in rosanero per prendere il posto di Simone Colombi, tornato a Cagliari. Dinanzi a sè, Posavec avrebbe trovato una vera colonna come Stefano Sorrentino, uno dei migliori estremi difensori passati dalle parti del Barbera negli ultimi 20 anni. Il croato, tuttavia, riuscì a totalizzare una presenza, che poi, peraltro, fu anche quella che sembrò cambiargli per sempre la vita. Il 28 febbraio del 2016, infatti, fu il migliore in campo in un Palermo-Bologna, terminato 0-0 soprattutto grazie ad una sua serie di pregevoli interventi.

UNA VALAGA DI GOL SUBITI

Una partita che stregò letteralmente Maurizio Zamparini. L’ex presidente del Palermo, come ben noto, era solito farsi prendere da autentici colpi di pancia, decidendo di puro istinto. Ne è un chiaro esempio il fatto che, proprio in quella stagione, cambiò allenatore per ben 8 volte. La risicata salvezza sarebbe dovuta risuonare come un campanello di allarme ma, invece, il Palermo si presentò alla successiva Serie A con una rosa ancor più debole e sperimentale. Affidata inizialmente alle cure del solito Ballardini (ci furono poi altri 4 avvicendamenti), la squadra siciliana si scontrò immediatamente con un vero e proprio diktat di Zamparini. Il ruolo da primo portiere del nuovo Palermo sarebbe stato affidato proprio a Josip Posavec, senza se e senza ma.

Una scelta avventata, dato che il giovane numero 1 aveva pochissima esperienza. Dotato di un fisico importante, molto elastico e con ottimi riflessi, il croato necessitava di tempo per limare una tecnica approssimativa e crescere alle spalle di un collega più esperto. Niente di tutto questo, perché Posavec fu lasciato letteralmente allo sbaraglio, con un altro giovanotto come Fulignati a farli da vice. Considerato il portiere del futuro dal proprio presidente, il giovane croato alternò, nella prima parte di annata, delle discrete partite ad altre condizionate da errori grossolani. Col passare delle gare, però, il Palermo sprofondò sempre più verso la zona rossa della classifica, subendo valanghe di reti.

L’INADEGUATEZZA DI JOSIP POSAVEC ALLA PIAZZA DI PALERMO

Nel marasma generale, Posavec fu sicuramente tra i peggiori. Viaggiò alla spaventosa media di oltre 2 reti subite a gara, macchiando il suo rendimento con numerose papere. Ben presto, la sua presenza tra i pali divenne un vero e proprio incubo per i tifosi. Neanche la giovane età lo salvò da una fisiologica contestazione. Fischi, mormorii e una chiara disapprovazione della piazza nei suoi confronti, praticamente ad ogni pallone che transitava dalle sue parti. Una situazione estrema che lo portò a perdere totalmente anche le poche certezze rimaste e diventare uno dei peggiori simboli della disastrosa retrocessione. Dei disagi e delle difficoltà di Josip Posavec si accorse tutta Palermo, ma non Maurizio Zamparini, che continuò intrepidamente a difendere il suo pupillo, definendolo un sicuro crack per il futuro.

Così, attribuendo le responsabilità del flop alla mancanza in rosa di una chioccia alle sue spalle, il presidente corse ai ripari e ingaggiò Alberto Pomini come dodicesimo per il successivo campionato di B. Un torneo che il Palermo affrontò con l’obiettivo evidente di tornare immediatamente nella massima serie. Prima Tedino e poi Roberto Stellone, i due tecnici stagionali, si trovarono ancora una volta a fare i conti con l’obbligo di far giocare Posavec come primo portiere. Il croato, però, era ormai allo sbando più totale. Nonostante un cammino d’alta classifica dei suoi, l’estremo difensore continuò a commettere fantozziani errori, arrivando a far desistere perfino Zamparini. Così, nella parte finale di stagione, il ruolo da titolare passò nelle mani di Pomini mentre il Palermo, pur agganciando il treno playoff, non riuscì ad ottenere la promozione.

UNA SUCCESSIVA CARRIERA PIUTTOSTO MEDIOCRE

Ormai l’avventura di Josip Posavec a Palermo poteva dirsi conclusa, nonostante il contratto che lo legava al club rosanero per altre tre stagioni. Anche Maurizio Zamparini, intento a cedere le quote societarie dei rosanero, autorizzò la partenza del giovane portiere, che tornò in prestito in patria, firmando con l’Hajduk Spalato. Un’esperienza tutto sommato decente, che gli permise di giocare le coppe europee e di riconquistare parte dell’autostima perduta in Sicilia. Tuttavia, la parte restante della carriera del numero 1 ha dimostrato come le aspettative che c’erano nei suoi confronti erano del tutto esagerate. Un discreto guardiano, in grado di dire la sua in tornei minori come il campionato croato e poco altro.

Ne fu una dimostrazione anche il fatto che mai, nel corso delle successive annate, Posavec riuscì a strappare una convocazione in Nazionale. L’Hajduk, in ogni caso, convinta dalle sue buone performance, decise di riscattarlo dal Palermo. Dopo 3 buoni campionati in patria, Josip ha deciso di non rinnovare il suo contratto e appena un mese fa ha annunciato il suo trasferimento, a costo 0, ai danesi dell’Aalborg. Ad ormai 26 anni, nel pieno della sua maturità calcistica, Posavec avrà così una seconda opportunità di imporsi anche all’estero. Con moderato ottimismo: fare peggio di quanto mostrato a Palermo è obiettivamente molto difficile!

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