John Aloisi, la grande meteora australiana della Cremonese!

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JOHN ALOISI, DALL’AUSTRALIA ALLA CREMONESE

Di australiani in Serie A ne abbiamo visti, a partire da Frank Farina a Bari per la stagione 1991/92. Ma al di là del fatto che abbiano provato l’ebrezza di calcare un campo da calcio italiano, la maggior parte si sono rivelati grandi meteore. Da Paul Okon a Zeljko Kalac per passare da James Troisi fino a chiudere con Trent Sainsbury e Joshua Brillante. Chi ha trovato maggior fortuna è stato sicuramente Mark Bresciano, giocatore che sapeva fare tutto: ala, esterno, mezza punta, a volte punta. Citazione di merito anche per Vincenzo Grella, che tra Empoli, Parma e Torino non ha di certo sfigurato rispetto ai suoi predecessori. Uno dei primi australiani a sbarcare nel nostro bel paese fu John Aloisi, attaccante di origini italiane che arrivò alla Cremonese nel novembre del 1995.

Aveva solamente 19 anni quando il presidente Domenico Luzzara lo ingaggiò. Una scommessa rischiosa visto che la squadra allenata da Gigi Simoni era in procinto di affrontare un’altra stagione in A con l’obiettivo di salvarsi. L’esordio tra i professionisti per John arrivò nel 1992 all’Adelaide City, una delle squadre migliori del paese dei canguri per quanto riguardava il settore giovanile. A causa di una vasta concorrenza, Aloisi registrò soltanto 1 presenza. Sin da giovane venne considerato come il fioretto del campionato, anche perchè nella Primavera dell’Adelaide realizzò valangate di gol. Era la classica punta di sfondamento con buone qualità tecniche ma con l’unico difetto di non giocare per la squadra.

Il 9 vecchio stampo che riempiva solo l’area di rigore e al primo pallone che toccava lo buttava dentro. Forza disumana nelle gambe, grandi doti balistiche e un equilibrio talmente poderoso che per spostarlo servivano più di due uomini. Diciamo che tutto questo contrassegnò John Aloisi.

IL SALTO IN EUROPA E IL PASSAGGIO IN ITALIA

Nel dicembre del 1992 l’australiano fece il grande salto in Europa, con la speranza che potesse giocare e di conseguenza esplodere. Arrivò in Belgio, allo Standard Liegi, dove passò dei mesi difficili per via dell’ambientamento. A causa di piccoli acciacchi muscolari (di cui soffrì per tutta la carriera) non giocò neanche una partita e nell’estate ’93 passò all’Anversa. Qui giocò per due stagioni e mezzo con più continuità anche se il bottino di gol fu misero: 7 in 35 presenze. La Cremonese intanto stava lottando con le unghie per mantenere la massima categoria ma a causa di uno scarso rendimento del bomber Andrea Tentoni, dovette intervenire per rimpolpare l’attacco. Come detto, nel 1995 l’australiano sbarcò in Italia. La squadra di Simoni, reduce da due buone annate in A, nelle prime 10 giornate del campionato 95/96 raccolse tre punti.

Tutto questo a fronte di 17 gol subiti e appena 7 realizzati. Aloisi non venne tanto visionato ma la società grigiorossa si “fidò” di voci che parlavano di un ragazzino molto talentuoso e che avrebbe trovato fortuna ovunque. Un tradizionale “detto, fatto” che alla fine non portò a nulla. Pagato appena 1 miliardo di lire, Simoni gli diede subito fiducia spedendo in tribuna Tentoni e nella partita salvezza contro il Padova, il giovane attaccante si destreggiò egregiamente tra i difensori avversari segnando il gol dell’1-0. A John era bastato poco più di un minuto per entrare nella storia del calcio italiano con il gol più veloce segnato da uno straniero. Record, tra l’altro, battuto da Rafael Leao a dicembre contro il Sassuolo.

Dopo la vittoria per 2-1, Simoni dirà: “Aloisi una qualità l’ha sicuro: è fortunato. C’è gente che aspetta di segnare da dieci partite”. Strada spianata per il ragazzino, insomma. Segnare al debutto diventando anche il primo australiano in assoluto a gonfiare la rete non era roba da poco. Due domeniche dopo la Cremonese vinse 7-1 contro il Bari in quella che sarà la vittoria più larga di sempre in Serie A del club. Il quinto di quei sette venne realizzato proprio da Aloisi con una stoccata di testa da bomber vero.

ALOSI, LA VERA METEORA DELLA CREMONESE

Ciò che nessuno poteva immaginare era che quella rete messa a segno contro il Bari sarebbe stata l’ultima di Aloisi in Serie A. Il giovane passò mesi senza segnare vivendo una fase di involuzione, mentale soprattutto. L’etichetta di “baby fenomeno” verrà nel giro di poco tempo tagliata e sostituita da “meteora”. La stagione i lombardi la chiusero al penultimo posto in coabitazione con i baresi che valse la Serie B. Nella categoria cadetta, la Cremonese si presentò ai nastri di partenza come una delle favorite e in molti cominciarono a pensare che potesse essere il palcoscenico perfetto per far esplodere quel prodigio di Aloisi. Ma colui che doveva essere il trascinatore della squadra ne divenne una vittima, calcisticamente parlando, una meteora.

Per il primo gol si dovette aspettare il 18° turno, mentre per il secondo bisognerà spingersi fino al 29°. La squadra si suicidò totalmente nel girone di ritorno totalizzando solo 32 punti e retrocedendo in Serie C. Per Aloisi saranno 4 i gol ufficiali in tutto e 2 le retrocessioni. Un magrissimo bottino per restare nei grandi palcoscenici italiani. Sicuramente quel calcio tattico e competitivo degli anni ’90 in Italia non lo aiutò nella continuità di rendimento, uno degli aspetti più difficili da soddisfare per fare il grande salto. Dal 1997, anno in cui lasciò la Cremonese, finì nel dimenticatoio tra esperienze in Spagna e Inghilterra che si riveleranno poco proficue sotto tutti i punti di vista. Quel che resta è quell’appellativo di meteora che lo ha contraddistinto nell’esperienza alla Cremonese.

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