Jimmy Algerino, il presunto colpaccio del Venezia rivelatosi un bidone

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JIMMY ALGERINO, IL PACCO DEL VENEZIA 2001/2002

Era un predestinato, con mille occhi addosso quando giocava in patria. Peccato che per svariati motivi non riuscì a rimanere attaccato ad una barca che via via lo stava portando a raggiungere un livello più alto e maturo. Jimmy Algerino è stato un calciatore francese degli anni ’90 e 2000. La sua carriera iniziò molto presto, anche se dalla parte opposta della Francia, Monaco. Dopo alcune esperienze nelle giovanili del Tolosa e del Niort, a soli 20 anni Algerino incominciò a farsi intravedere con la casacca biancorossa, nella squadra allenata da un certo Arsene Wenger. Jimmy di mestiere faceva il terzino, specialmente a destra, anche se a volte veniva sfruttato per la sua polivalenza, giocando a sinistra. In quel Monaco, tra le altre cose, aveva l’onore di prendere “appunti” dai movimenti di un certo Lilian Thuram, anche lui agli inizi di carriera ma già con un certo potenziale.

Nel pacchetto arretrato dei monegaschi figuravano anche Mendy e Sivbaek, che poi passeranno al Pescara. Algerino debuttò in campionato nel 1992 contro il Lille e fu proprio Wenger a trasformarlo da ala a terzino. Nel Principato giocò solamente spezzoni e sempre nel ’92 decise di passare all’Epinal per mettere più minutaggio nelle gambe. L’esperienza durò una stagione, condita da 33 presenze e un solo gol segnato. Nell’estate 1993 si accasò al Chateauroux, formazione appena retrocessa in Terza Divisione a causa della riforma dei campionati introdotta l’anno precedente. La Serie B era diventata a girone unico a 22 squadre, al posto di due gironi a 18, dunque il livello di difficoltà per i club più piccoli era di gran lunga superiore. Il contributo alla causa di Algerino, in compenso, non mancò di certo: insieme a Patrick Mboma e a Jason Mayelé, si rivelò decisivo per il ritorno in D2.

Nel 1996 Jimmy venne acquistato dal PSG, fresco vincitore della Coppa delle Coppe. Insieme a lui, anche il suo compagno di squadra Mboma. Nonostante il salto di qualità in una big, i parigini affronteranno uno dei periodi più bui della loro storia, seppur con un tridente d’attacco composto da Leonardo, Anelka e Dely Valdes. Clamorosa fu la debacle in Supercoppa Europea contro la Juventus, con i francesi che ne presero 9 tra andata e ritorno (6 in casa e 3 a Torino). La titolarità di Algerino non venne mai messa in discussione, anche se i difensori centrali, soprattutto Bruno N’Gotty, lasciavano a desiderare. In quattro stagioni sotto la Tour Eiffel, Jimmy racimolò 128 presenze, vincendo una Coppa di Francia e una Coppa di Lega. In scadenza di contratto nel 2001, il terzino volle provare un’esperienza estera. A contattarlo fu il Venezia.

LA DISASTRATA ESPERIENZA IN LAGUNA

Il Venezia di fine anni ’90 lo ricordiamo tutti per la strepitosa cavalcata-salvezza della stagione 98-99. Una squadra comandata dal mangia allenatori Maurizio Zamparini, che diede vita ad una delle annate più pazze ed incredibili di sempre. Ma soprattutto, fu una squadra ricordata per i giocatori che passarono da quelle parti: da Recoba a Pippo Maniero, la coppia che scoppia di Novellino in quella rimonta assurda. Tornando al nostro Jimmy, aveva rifiutato diversi mesi prima le proposte di Middlesbrough e Newcastle. Voleva a tutti i costi la Serie A. Peccato che ci arrivò nel momento più sbagliato. A maggio del 2001 lo cercò l’Atalanta come sostituto di Sebastiano Siviglia: il DS Emiliano Mascetti lo visionò attentamente, ma per una serie di dettagli la trattativa sfumò. Il Venezia ne acquisì le prestazioni a luglio con un triennale.

I lagunari erano appena tornati in Serie A, e avevano bisogno di gente esperta per mantenere la massima categoria. In panchina venne confermato Cesare Prandelli e oltre ad Algerino arrivarono: Bressan dalla Fiorentina, Viali dal Lecce, Cvitanovic dal Verona e Daniel Andersson dal Bari. Insomma, il terzino ex PSG (ormai 30enne) pareva l’acquisto migliore. A fine stagione sarebbe scaduto il mandato di Zamparini alla presidenza del Venezia, e non voleva salutare col rimpianto di non riuscire a far salvare la squadra. Sembrava che Algerino fosse il vero colpaccio, e invece si rivelò l’esatto opposto. Debuttò il 20 agosto 2001 contro l’Ascoli in Coppa Italia, mostrando avidamente una condizione precaria, con Prandelli che lo sostituì dopo appena 45 minuti con Conteh. “Bene in fase propositiva, bisogna rivedere qualcosina negli schemi difensivi, ma era in pratica al debutto”, disse Cesare a fine gara.

“Gli stranieri che sbarcano in Italia all’inizio hanno sempre qualche difficoltà: la lingua, la tattica, l’ambiente. Serve tempo, la fretta non porta da nessuna parte”, continuò il tecnico. Il 26 agosto il Venezia debuttò in campionato contro la Juventus, con Del Piero che gli fece venire il mal di testa. Risultato? 4-0 per i bianconeri, che in fin dei conti ci poteva anche stare. La cosa preoccupante era lo scarsissimo rendimento di Algerino, una sorta di pesce fuor d’acqua. In Coppa Italia contro il Como, Prandelli gli rinnovò la fiducia, ma niente: il francese soffrì tremendamente i guizzi di Zanini, perdendo ogni volta la bussola.

FLOP TOTALE

Prandelli non riuscì a darsi una spiegazione, così provò una medicina: il cambio modulo. Basta 4-4-2, dentro il 5-3-2. Nella partita contro l’Inter, la nuova disposizione conservatrice diede i suoi frutti e pure Jimmy diede la sensazione di trovarsi meglio. La partita il Venezia la perse comunque 2-1. A Prandelli mancavano i risultati e la sua panchina traballava ogni domenica. Così, nel match contro il Bologna Algerino venne schierato addirittura centrocampista, con compiti più difensivi che di spinta. Scelta mai più sbagliata poteva fare Prandelli. L’esperimento fu un flop totale, con il giocatore che pareva palesemente disorientato in campo. I felsinei la spuntarono per 1-0. Nonostante le numerose bocciature, il tecnico non lo fece quasi mai stare in panchina. L’altro lato della medaglia, però, fu che le sue prestazioni non accennarono a cambiare.

Contro Lecce, Atalanta, Roma e Perugia solo insufficienze. Prandelli verrà poi esonerato, con Sergio Buso che lo rileverà. Finalmente arriva gennaio, e il Venezia optò per la soluzione più semplice: rescindere il contratto di Jimmy Algerino, in modo da liberarsi di un giocatore che dalle mille aspettative ha ricambiato con mille delusioni. Il francese tornò in patria, allo Sochaux, e il Venezia sprofonderà ancora una volta in B, chiudendo al 18° posto con 18 punti. Insomma, un disastro vero e proprio; calcisticamente parlando, un bidone!

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