I cinque tunisini del Genoa voluti dal Professore Franco Scoglio!

Nel 2001, l’allora CT della Tunisia Franco Scoglio, rinunciò a guidare la selezione al Mondiale dell’anno seguente per tornare sulla panchina del Genoa, portandosi dietro 5 calciatori tunisini. L’esperimento non andò particolarmente bene!

IL ROMANTICO RITORNO DI FRANCO SCOGLIO AL GENOA CON I 5 TUNISINI

Quello tra Franco Scoglio e il Genoa è stato un amore viscerale, un legame di una vita e che ha visto il Professore scrivere pagine bellissime nella storia del Grifone. Tre esperienze diverse. La prima dal 1988 al 1990 con promozione in Serie A e salvezza l’anno seguente. La seconda nel 93-94 con un buon 10°posto al primo anno ma un esonero all’inizio della stagione successiva. Dopo un lungo girovagare, Scoglio trova un altro amore: la Tunisia. Alla guida della nazionale nordafricana riesce subito a imporre le sue affascinanti idee ed è estremamente apprezzato. In 3 anni ottiene un ottimo quarto posto alla Coppa d’Africa 2000 e, soprattutto, una qualificazione meritata al Mondiale del 2002 in Corea del Sud e Giappone.

Una Coppa del Mondo che, però, Franco Scoglio non disputerà mai, rinunciando a quello che avrebbe potuto essere il coronamento di una carriera. Troppo forte il richiamo, il terzo, del suo Genoa. Il Grifone è in una situazione complicata dal punto di vista societario e tecnico. Nell’ambiente c’è la paura che si possa andare incontro ad una stagione, quella 2001-2002, totalmente fallimentare, con la conseguente possibilità di retrocedere in C1. Per scongiurare che uno dei club più gloriosi d’Italia possa fare una simile fine, il Presidente Luigi Dalla Costa si affida al nostalgico ritorno del Professore. Franco Scoglio rinuncia al Mondiale e accetta di buon grado, chiedendo e ottenendo dal mercato del Genoa 5 calciatori tunisini, i suoi pupilli.

CHOKRI EL OUAER, “LO ZOFF TUNISINO”

Il primo tassello del nuovo Genoa targato Scoglio è un portiere, nonostante in rosa ci sia un lusso per la categoria come Fabrizio Lorieri. Il Professore era rimasto stregato da questo estremo difensore dal capello brizzolato e dalla vaga somiglianza con Sean Connery.  Durante la conferenza stampa di presentazione dei tunisini al Genoa, Franco Scoglio spende elogi importantissimi per il suo portiere. Lo definisce una sorta di Zoff africano, non inferiore a Peruzzi e allo stesso livello internazionale di Buffon o Toldo. L’attempato portiere, in passato, era anche stato vicino all’Empoli di Luciano Spalletti. Dopo una lunghissima militanza all’Esperance Tunisi, unico club della sua carriera, è finalmente pronto alla grande esperienza in Europa, seppur in B.

El Ouaer disputa da titolare il primo mese di campionato, totalizzando 5 presenze. Esordisce in una gara interna contro la Salernitana, vinta per 4-0 e senza ricevere tiri in porta. La seconda partita è di ben altro spessore: il derby di Genova. E Chokri lo disputa alla grande, risultando forse il migliore in campo nella grande vittoria per 1-0 (clicca QUI per la sintesi). I tifosi del Genoa si stropicciano gli occhi, convinti di aver davvero trovato un grande portiere. Di fatto, le cose positive terminano qui. Seguono 3 gare disastrose contro Cosenza, Vicenza e Palermo. El Ouaer commette diversi errori, soprattutto per la sconfitta contro il Vicenza, dove ha colpe grosse su almeno 2 dei 3 gol.

Scoglio continua, imperterrito, a difenderlo e a ribadirne la stima, definendolo un fuoriclasse. Ma il 25 novembre, appena una settimana dopo, in seguito alla sconfitta col Palermo, sarà costretto a rivedere la sua posizione. Quasi a furor di popolo, il portiere tunisino viene accantonato e tra i pali torna Fabrizio Lorieri. Chokri El Ouaer non ci sta e inizia a sparare a zero sulla stampa, definendo quello attorno a lui un disegno preciso per farlo fuori. Rescinde il contratto a Gennaio, secondo alcune voci per non aver ricevuto alcuni stipendi. Torna al suo Esperance Tunisi e disputa il Mondiale da titolare nel 2002. Si ritira l’anno seguente. Che fosse a fine carriera, purtroppo, se n’erano già accorti i tifosi del Genoa!

KHALED BADRA, IL DIFENSORE CENTRALE CHE NON DIFENDEVA

Partiamo con una bestemmia calcistica. In patria, Khaled Badra era considerato il Barese tunisino e lui stesso lo ha sempre portato a suo modello di gioco. Peccato che del grandissimo difensore, bandiera di Milan e Italia, non abbia proprio nulla se non la posizione. Classe 1977,  Badra è un libero ma c’è un particolare da non trascurare: attacca e non difende. I tifosi del Genoa, nelle prime esibizioni stagionali, rischiano a più riprese l’infarto. Il ragazzo, ogni qual volta va in possesso di palla, si sgancia in terrificanti sortite offensive. Rischia la giocata anche dinanzi agli avversari mentre altre volte parte senza palla, cercando improbabili inserimenti. Una sorta di Lucio ma disastroso in fase difensiva. Già, perchè oltre alle pericolose scelte tattiche, Badra è lento come un pachiderma.

Complice anche un fisico “pesante”, spesso fatica più del dovuto a rientrare, scoprendo la difesa a 3 e lasciando Giacchetta e Malagò al loro destino. Il Professore lo difende finchè può, dichiarando anche che sul ragazzo c’è l’Inter. I tifosi del Genoa, invece, hanno ben meno pazienza con il secondo dei 5 tunisini di Franco Scoglio. Già ad ottobre, dopo una partita interna con l’Ancona, viene riempito di fischi dai tifosi. Lui se la prende con l’arbitro, colpevolizzandolo per un rigore contro e affermando che in Tunisia i sostenitori lo avrebbero stanato direttamente negli spogliatoi. Nonostante le scadenti prestazioni, riesce comunque a totalizzare 17 presenze. A gennaio, esonerato il suo profeto Scoglio, viene accantonato e torna in patria. Si ritirerà a 31 anni, anche lui con l’Esperance Tunisi.

RAOUF BOUZAIENE, L’ALLENATORE IN CAMPO

E siamo al terzo della nutrita truppa di tunisini che Franco Scoglio ha portato al Genoa: Raouf Bouzaiene. Arriva in Italia già 31 e in questo caso il Professore non spende alcun paragone. Bouzaiene, nel passato, ha una lunga e discreta carriera in Francia. Si presente in maglia rossoblu con una buona esperienza internazionale. E’ un esterno a tutta fascia, che Scoglio reputa perfetto per ricoprire l’intero out sinistro nel suo 3-4-3. Inoltre, aggiunge che il ragazzo sia un vero e proprio allenatore in campo. La sua avventura italiana sarà tutto sommato mediocre. Il tunisino disputa 19 partite stagionali, quasi tutte con Scoglio. All’arrivo in panchina di Edy Reja viene messo momentaneamente da parte. Anche questo tecnico però dura poco e con Claudio Onofri ritroverà parzialmente il campo.

Proprio Onofri decide di tenerlo anche per la stagione seguente. Bouzaiene è reduce dal Mondiale del 2002 dove è stato l’unico tunisino ad andare in gol nella manifestazione. Lo ha fatto in occasione dell’unico punto della Tunisia, segnando su punizione nell’1-1 contro il Belgio. Rimasto a Genoa, si ritrova incredibilmente a fare il titolare inamovibile. Nella disastrosa annata dell’Onofri-Bis, il ragazzo totalizza 28 presenze e trova anche il suo primo gol italiano. La squadra, però, non gira e il rendimento negativo del team risucchia anche lui e si conclude con la retrocessione in C1. A quel punto lascia l’Italia, dopo un’esperienza senza sussulti, e disputa un solo anno in patria con l’Etoile du Sahel prima di ritirarsi a 34 anni.

HASSEN GABSI, IL DI LIVIO DI TUNISI

Un piccolo numero 10 dal buon talento e decisamente fantasioso. Non si sa bene il perchè, dato anche il differente ruolo in campo, del paragone con Di Livio. Fatto sta che Hassen Gabsi arriva al Genoa con buone credenziale assieme ai suoi colleghi tunisini, voglioso di ripagare la fiducia del suo mentore Franco Scoglio.  Il Professore, però, ci tiene a ribadire come il ragazzo debba adattarsi tatticamente al calcio italiano. Lo definisce più tecnico degli altri connazionali ma più anarchico in campo rispetto a loro. Le sue doti di fantasia, comunque, non si vedranno mai. Gabsi disputa 21 partite stagionali senza mai lasciare il segno. Le sue giocate sono spesso fumose così come è chiaro che il ragazzo non abbia una precisa posizione in campo. Nonostante l’epurazione di gran parte della squadra nei mesi successivi all’addio di Scoglio, Hassen riesce a guadagnarsi la riconferma.

Reduce dal Mondiale 2002 in Corea e Giappone, si mette a disposizione del tecnico Onofri anche per il campionato seguente. Nelle prime partite sembra un giocatore leggermente diverso da quello della prima annata. Forse, incrociano le dita i tifosi genoani, il ragazzo sta ingranando. Arriva anche il suo primo gol, in una delle sue più belle prestazioni al Genoa. Nel successo per 3-1 contro il Napoli, una delle poche gioie della stagione, è il migliore in campo e chiude la gara nel recupero con un destro a battere il compianto Mancini. Tuttavia, poche settimane dopo si infortuna molto gravemente, rompendosi il tendine rotuleo e chiudendo in anticipo l’avventura italiana. A fine anno torna in patria, all’Esperance Tunisi, nel frattempo allenato da Gigi Maifredi. Tuttavia, il Di Livio tunisino, dopo un solo campionato, decide di appendere le scarpette al chiodo.

IMED MHADHBI, IL MIGLIORE DEI TUNISINI DI FRANCO SCOGLIO AL GENOA

Anche lui giunge in Italia con un forte paragone attribuito da Franco Scoglio, così come accaduto con buona parte degli altri tunisini del Genoa. Il Professore, per lui, spende parole decisamente importanti, avvicinandolo ad un grande del calcio francese come Jean Tigana. E’ un esterno sinistro d’attacco, un vero folletto dotato di accelerazioni importanti. Proprio per questa sua caratteristica, viene impiegato soprattutto a gara in corso. Quando entra, con la sua velocità e la sua verve, riesce a creare spesso situazioni importanti. La sua avventura andrà esattamente all’opposto rispetto ai suoi connazionali. Imed, infatti, trova inizialmente meno spazio ma alla lunga riesce a farsi apprezzare. La sua esperienza genoana si racchiude in alcuni episodi chiave. Segna un gol (il primo italiano) importantissimo contro il Cosenza.

Poi lo si ricorderà per una partita da fenomeno contro il Verona nel secondo anno e un’altra gara notevole contro l’Ancona. Inoltre, un buffo equivoco, durante un derby con la Samp, lo portò a rimediare un’ammonizione. Qualcuno dei dirigenti sbaglia a compilare la distinta e al suo posto figura D’Isanto. Dopo pochi minuti, il guardalinee si accorge dell’errore e il ragazzo si becca un giallo per essere in campo senza autorizzazione. Nella seconda stagione è uno dei pochi del Genoa a salvarsi nel marasma generale che porta alla retrocessione. Le sue 3 reti in 22 partite non bastano a convincere il neo tecnico Roberto Donadoni a confermarlo nella rinnovata squadra che affronterà la C1. Lui se ne torna in patria, giocando ancora per diversi anni prima del ritiro nel 2010.

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