I Bidoni della serie A: Diawara, il gestore di Night-club che fece disperare il Torino

Diawara Torino

Djibril Diawara doveva essere il grande colpo del Torino per festeggiare il ritorno in serie A. Si fece notare soprattutto per le risse, gli sputi e le prestazioni indecenti. Si ritirò a soli 27 anni, dopo un’esperienza italiana totalmente fallimentare tra Toro e Cosenza.

COLPACCIO DIAWARA PER IL TORINO

Il Torino, sotto la guida di mister Emiliano Mondonico, è appena tornato in serie A. Dopo alcuni anni di anonimato, i granata si riaffacciano al grande calcio con moderata ambizione. Il presidente Vidulich decide di dar vita ad un calciomercato caotico. Vanno via ben 22 giocatori mentre, tra l’estate e il mercato invernale, ne entrano ben 25. Perfino sul fronte societario non c’è pace, perché Vidulich molla presto la presidenza e si arriva a ben tre cambi di proprietà. Uno dei colpi più importanti del Torino, però, è senz’altro il senegalese Diawara.

Arrivato dal Monaco,  ha disputato l’ultima edizione della Champions League, incrociando anche il cammino della Juventus. Ora, avete presente lo spacco che ha Pippo Inzaghi sul labbro? Ecco, è un gentile omaggio del nostro protagonista durante quella sfida europea. Il senegalese, memore di un rigore concesso a Superpippo nella gara di andata, decide di vendicarsi con una bella gomitata. Un eccesso di rabbia che non sarà né il primo e né l’ultimo di una vita e una carriera infuocata. Basti pensare alla cicatrice che ha sotto l’occhio destro, ricordo di una rissa furiosa in discoteca.

UN TOTALE FALLIMENTO

Pensare che l’avventura di Djibril Diawara al Torino non inizia nemmeno così male. Nella gara contro l’Inter, marca ottimamente Bobo Vieri. Il Toro perde 1-0 ma lui riceve gli elogi della stampa. Gianni Mura lo paragona addirittura a Liliam Thuram. Anzi, rispetto al francese è ritenuto anche più duttile, visto che può giocare anche da mediano. Mai confronto fu più impavido. Perché da lì in poi, il rendimento del senegalese crolla a picco. Dopo la sosta invernale, si rende protagonista di un altro episodio controverso.

Durante una trasferta col Bari viene ripetutamente preso di mira dai tifosi locali. Oltre ai censurabili versi razzisti ricevuti, viene anche colpito al naso da Alessandro Del Grosso, difensore dei pugliesi. Diawara, ormai in preda alla follia, lo confonde con Garzya e si vendica sul povero ex giocatore della Roma. Gli sputa addosso e lo colpisce con un calcio in testa. Viene ovviamente espulso e, non contento, si scaglia anche contro un dirigente del Bari. Prenderà 4 giornate di squalifica, poi ridotte a 3. A fine stagione, il Torino retrocede mestamente in serie B.

IL DEFINITIVO DECLINO

Retrocesso in cadetteria, al termine di un’annata fallimentare, Diawara decide di restare al Torino. Per la serie B potrebbe essere un lusso avere in rosa un calciatore che ha anche esperienza nelle coppe europee. Tuttavia, Djibril è ormai nella fase calante della sua carriera nonostante abbia soltanto 25 anni. Nè Gigi Simoni e nè Giancarlo Camolese, i due tecnici che si alternano sulla panchina granata, puntano su di lui. Totalizza solo 7 presenze nella cavalcata trionfale verso la serie A dei suoi.

A fine stagione, il presidente Romero riesce abilmente a piazzarlo in Inghilterra. Se lo accaparra il Bolton, neo promosso in Premier. il tecnico Allardyce, probabilmente ricordando il giocatore che fu ai tempi del Monaco, lo accoglie un pompa magna. Sembra l’inizio di un nuovo capitolo della sua carriera e invece Diawara cade nei vizi di sempre. Oltre agli abituali e violenti scatti d’ira, in campo e fuori, inizia a bere alcol a volontà. I dirigenti lo trovano addirittura a dormire in auto una notte.

E’ troppo, così a Gennaio il Bolton annulla il prestito e lo rimanga al Toro. I granata non sanno che farsene e lo piazzano nuovamente in prestito, stavolta in serie B al Cosenza. In Calabria disputa soltanto 8 presenze, condite da un gol. Capisce che ormai il calcio non fa per lui e, a soli 27 anni, appende gli scarpini al chiodo. Terminata la poco proficua carriera da calciatore, Djibril Diawara prende in gestione un Night-Club. Probabilmente un’attività più consona al suo modo di essere…

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