Giovane Elber, l’acquisto fantasma del Milan di Fabio Capello

Giovane Elber, fenomeno brasiliano in Germania ma fantasma nel Milan di Capello.

Giovane Elber

Giovane Elber, il brasiliano di Germania che stregò il Bayern Monaco

L’attaccante brasiliano Giovane Elber è stato uno dei simboli del Bayern Monaco tra gli anni Novanta e gli anni Duemila. Tant’è che oggi è un “ambasciatore” del club bavarese nel mondo. In pochi ricorderanno però che nella carriera di questo  calciatore c’è stata anche l’Italia. Per un motivo molto semplice. Perché Elber, in realtà, per una serie di sfortunate coincidenze, si trovò ad essere una semplice comparsa in una delle squadre più forti al mondo di quel periodo. Ecco perché.

Un giovane crack per il Milan chiuso da qualche straniero di troppo

Giovane Elber, infatti, fu acquistato dal Milan nell’estate 1991, dopo aver fatto faville a neanche vent’anni in Brasile con la squadra della sua città, il Londrina. Un investimento di grande prospettiva firmato Ariedo Braida che per i calciatori brasiliani ha avuto sempre un grande fiuto. Peccato che il giovane attaccante brasiliano si trovò nel posto giusto ma nel momento sbagliato. In quel periodo il club rossonero era uno dei club più forti al mondo con alcuni dei giocatori stranieri più forti dell’epoca. Parliamo ovviamente del magico trio degli olandesi volanti van Basten, Gullit e Rijkaard. Altro problema erano le regole della Serie A che prevedevano il vincolo di schierare solo tre stranieri nella propria rosa. Così la la dirigenza milanista fu costretta a mandare il giovane Elber a “farsi le ossa” nel campionato svizzero con il Grasshoppers. In terra elvetica il talento verdeoro esplode in tutta la sua classe cristallina e i tempi sembrano ormai maturi per giocarsi le sue chances in Serie A con la maglia rossonera. Purtroppo, però, non sarà così.

Giovane Elber, fenomeno in Germania dopo essere stato “fantasma” nel Milan di Capello

Nel 1992 le condizioni per un suo ritorno da protagonista a Milano sembravano favorevoli. La Lega Professionisti ha liberalizzato l’utilizzo di calciatori stranieri. Peccato però che ci fosse ancora una regola che imponeva alle squadre di convocare soltanto tre calciatori per la partita. Il Milan aveva ancora i tre olandesi e nel frattempo aveva messo gli occhi addosso a Papin Savicevic, facendo rientrare alla base il giovane Boban. Troppi stranieri e troppo di classe chiudono ancora spazio al brasiliano, costretto a rimanere ancora per un’altra stagione al Grasshoppers. Elber continuò a maturare con il club elvetico e nella stagione successiva finalmente sembrava arrivato il momento giusto per godersi il Milan. Con Gullit e Rijkaard partenti e van Basten infortunato si liberavano alcuni slot per stranieri nella rosa milanista. Ad investire Giovane Elber della carica di erede del “Cigno di Utrecht” è addirittura il presidente Silvio Berlusconi, ma stavolta è l’allenatore Fabio Capello a rovinare i piani, scatenando il giovane brasileiro dopo qualche amichevole di agosto. La neopromossa Reggiana sembrò farsi avanti per il giovane talento, salvo poi puntare su Michele Padovano. Così ad Elber non restò altro che fare di nuovo le valigie, stavolta definitivamente, e tornare in Svizzera per poi spiccare il volo in Bundesliga tra Stoccarda Bayern Monaco. Si concluse così la storia di un giovane acquisto fantasma nel grande Milan degli “invincibili”.

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