Daniel Bravo, il “Piccolo Principe” diventato bidone nel Parma di Ancelotti

Daniel Bravo e la sua dimenticabile apparizione nel Parma della stagione 1996/97.

Daniel Bravo

Daniel Bravo, un tassello di grande esperienza dalla Francia per il Parma di Carlo Ancelotti

Nella stagione 1996/97, il Parma puntò su un innesto di grande esperienza per il centrocampo. Il suo nome era Daniel Bravo e arrivava dalla Francia con un curriculum di tutto rispetto. Il club ducale tentò la classica operazione “low cost” che spesso si rivela azzeccata. Non fu però il caso di questo giocatore, di cui i tifosi parmensi ammirarono la copia sbiadita. Per quel poco che riuscirono a vederlo in campo. Eppure Bravo, non arrivò in Emilia per caso ma per volere di un ex collega importante nel calcio italiano.

Il “Piccolo Principe” che si consacrò nel Parco dei Principi

Classe 1963, Daniel Bravo aveva iniziato a muovere i suoi primi passi nel calcio professionistico con il Nizza. Poi militò per quattro anni nel Monaco e infine passò al Paris Saint-Germain. Qui ebbe la sua consacrazione imponendosi nel club parigino con il suo talento. Con il PSG giocò dal 1989 al 1996, per un totale di 217 presenze per 23 reti. Numeri che gli valsero l’appellativo di “Piccolo Principe.” Un piccolo principe nel Parco dei Principi. Poi, nel 1996, complice l’età che avanzava, disse adieu alla Ville Lumière per provare un’esperienza oltralpe.

Daniel Bravo, il bidone “low cost” del Parma nella stagione 1996/97

Così il “Piccolo Principe” Daniel Bravo, ormai diventato uomo anche calcisticamente parlando, atterrò nella nostra Serie A per giocare con il Parma, club di provincia ma con grandi ambizioni. A volerlo fu il giovane tecnico dei ducali Carlo Ancelotti. Un acquisto che accontentò Carletto ma anche la società che si assicurò un giocatore di grande esperienza pagando soltanto il prezzo dell’ingaggio. A 33 anni compiuti, Bravo approdava in quell’Italia alla quale ebbe l’onore di fare gol in una amichevole con la sua Nazionale proprio al Parco dei Principi. Uno stadio che però non lo portò poi alla consacrazione anche con la maglia della Francia. Poco importava ai tifosi gialloblù perché il suo curriculum era di tutto rispetto. Peccato che a quel curriculum non corrispose un rendimento all’altezza. Il “Piccolo Principe” arrivò fuori forma in una rosa decisamente ampia e trasformato in mediano da battaglia finendo sempre più in basso nelle gerarchie di Ancelotti. Carletto gli preferì Massimo Brambilla e soprattutto Pietro Strada, diventato suo pupillo. Per Bravo il bottino a fine stagione fu alquanto magro: 24 presenze e zero gol. Numeri che bastarono a farlo tornare in patria, dove si rigenerò parzialmente tra Lione Olympique Marsiglia, prima di concedersi un ultimo ballo a 36 anni in quel Nizza che lo aveva lanciato.

“Il Piccolo Principe” e quella presunta combine in un Parma-Juventus denunciata nel 2012

L’avventura di Daniel Bravo al Parma si concluse mestamente nel 1997. La sua carriera da calciatore nel 2000. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, l’ex centrocampista francese è diventato commentatore televisivo per Canal +. L’esperienza in Emilia è stata un vero fiasco e Bravo tornò a parlarne nel 2012 con un intervista che fece discutere. La meteora dei ducali denunciò una combine in una partita dei gialloblù importante per lo scudetto. Il club ducale poteva vincere il tricolore ma alla fine arrivò secondo alle spalle della Juventus. Il francese non fece nomi, ma si intuì che fu proprio la gara contro i  bianconeri quella a cui si riferiva. La partita in questione si concluse 1-1 con l’autorete del connazionale juventino Zidane e pareggio bianconero con Amoruso su rigore al 43′. Un match che Bravo guardò dalla panchina. A chiudere il caso furono le smentite di due suoi ex compagni di squadra, Enrico Chiesa e Mario Stanic, oltre all’ex juventino Amoruso. Un ulteriore sipario per una avventura decisamente da dimenticare.

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