Claudio Husain, un costoso “spaccapietre” per il Napoli di Zeman

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Husain, il “turco” argentino che non sfondò al Napoli

L’Argentina e il Napoli. Un binomio che ha portato tanti talenti (su tutti ovviamente Maradona) ma anche tanti flop come Claudio Husain, uno degli acquisti più cari nell’ultimo travagliato periodo della gestione Ferlaino. Ecco come andò l’esperienza all’ombra del Vesuvio per il centrocampista argentino.

Gli inizi in Argentina e l’approdo al Napoli

Classe 1974, Husain era un centrocampista di grande sostanza che iniziò la sua carriera nel Vélez Sarsfield. Dopo sette stagioni nel “fortino”, per lui si aprirono le porte del River Plate, la squadra più blasonata del calcio argentino insieme al Boca Juniors. Per “El Turco”, come veniva soprannominato in Argentina per le sue origini mediorientali, il River fu però una porta scorrevole perché dopo appena nove presenze fu il Napoli ad aggiudicarsi il giocatore nell’estate 2000, pagando ai Millionarios l’esosa cifra di 28 miliardi delle vecchie lire. Doveva essere il pezzo pregiato della campagna acquisti per la Serie A 2000/2001, invece fu un’enorme zavorra nonostante tre campionati argentini, una Copa Libertadores e una Coppa Intercontinentale nel curriculum ad appena 26 anni.

La deludente doppia esperienza napoletana  e il ritorno di Husain in Argentina

Husain infatti avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello nel Napoli di Zdenek Zeman. El Picapietre” ovvero lo “spaccapietre”, come venne chiamato in Italia, invece fu protagonista di una stagione a dir poco anonima, come tutta la squadra partenopea. Il centrocampista argentino fu protagonista, come accaduto a tanti giocatori allenati da Zeman, di un grosso equivoco tattico. Il boemo schierò Husain come mezzala destra, ma in realtà il giocatore era un centrocampista centrale. Così la sua prima esperienza si concluse con 20 presenze senza acuti e la retrocessione del club in Serie B. A fine stagione il “turco” fa ritorno al River. Anche nel club di Buenos Aires trovò poco spazio, pur riuscendo a guadagnare la convocazione per i Mondiali 2002 (senza mai giocare). Così, l’anno successivo fece di nuovo ritorno al Napoli in Serie B sotto la gestione di Franco Colomba. 14 presenze totali e rescissione a fine stagione, complici i problemi finanziari della società per tornare ancora al River. Uno spaccapietre pagato a caro prezzo.

FOTO: ZonaLibredeHumo Twitter.

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