Caio Rangel, il fumosissimo esterno brasiliano del Cagliari che stregò Zeman!

Caio Rangel Cagliari

Al suo arrivo al Cagliari, Zdenek Zeman indicò il brasiliano Caio Rangel come obiettivo low cost di mercato. Il presidente Giulini, data anche l’irrisoria spesa per acquistarlo, decise di accontentare il boemo. L’esterno, ex Flamengo, si rivelò del tutto inadeguato al calcio europeo. Fumoso come non mai, fisicamente esile, discontinuo e incapace di eseguire un qualsiasi copione tattico, fu presto mandato via. Nel proseguo della carriera, ha continuato a manifestare tutti i suoi limiti.

CAIO RANGEL, UN BIDONE PER IL CAGLIARI DI ZEMAN

L’estate 2014 rappresenta una svolta grossa a livello societario per il Cagliari. Tommaso Giulini, infatti, rileva il club e decide di affidarsi alle cure di Zdenek Zeman. Una scelta che, a distanza di anni, appare ben chiara dal punto di vista delle ragioni. I sardi, infatti, danno vita ad un mercato al totale risparmio. Vanno via diversi big tra cui il compianto Davide Astori, il centravanti Pinilla e la seconda metà del cartellino di Radja Nainggolan. Scegliere Zeman, per il Casteddu, vuol dire improntare la propria campagna acquisti su molte scommesse. Arrivano molti giovani, elementi dalle serie inferiori, scommesse. La speranza è che i nuovi possano integrarsi bene con i veterani rimasti e interpretare al meglio il noto copione tattico del boemo.

Le cose non andranno propriamente così perché l’ex allenatore di Foggia, Lazio e Roma si troverà, da subito, alle prese con problemi di non poco conto. La squadra, abituata negli anni ad un calcio prettamente speculativo e di rimessa, fa fatica a leggere l’interpretazione del suo 4-3-3. Poco pressing alto, una linea difensiva che non riesce a giocare alta, un attacco abituato più a movimenti “singoli” che collettivi. Nella fattispecie, saranno proprio i veterani ad “ammutinare” il gioco del boemo, considerandolo inattuabile. Tra le varie scommesse perse (e ce ne sono numerose), Zeman deve sicuramente inserire il brasiliano Caio Rangel, arrivato a Cagliari su sua precisa richiesta.

Giovane della Primavera del Flamengo, è un’ala destra piccola ma molto veloce e con una predisposizione naturale al dribbling. E’ ancora molto brasiliano nell’interpretazione del ruolo ma c’è la convinzione che con il lavoro tattico di Sdengo e del suo staff, possa inquadrarsi al meglio. Diciottenne, non vanta ancora presenze a livello di prima squadra, nonostante al Mengao ne parlino anche discretamente bene. Zeman, come è solito fare nei periodo in cui non è sotto contratto, lo ha notato, se n’è innamorato e ha appuntato il suo nome sul taccuino. Quando Giulini va a trattarlo col club carioca, non riscontra grosse resistenze e riesce ad acquistarlo per una cifra piuttosto irrisoria.

UN FLOP IMMEDIATO PER IL CASTEDDU

L’arrivo a Cagliari di Caio Rangel è accolto con buone sensazioni. Il ragazzino vanta alcune presenze nelle Nazionali giovanili e qualcuno, incautamente, lo ha avvicinato a Neymar. Nelle prime esibizioni amichevoli, il brasiliano dimostra interessanti doti. Forte del suo fisico minuto, entra rapidamente in forma e, quando viene mandato in campo, ha una marcia in più di molti suoi compagni. E’ vivace, intraprendente, fantasioso ma anche piuttosto fumoso. Zeman lo impiega su entrambe le fasce e dichiara che c’è bisogno di tempo per adattarlo al calcio italiano e ai suoi schemi.

I problemi principali, però, diventano sostanzialmente due: il Cagliari parte male in campionato e quindi di tempo non ce n’è molto. Inoltre, Rangel è pressoché incapace di recitare un copione diverso da quello a cui è abituato. Il boemo gli concede una mezzora nella prima stagionale di Coppa Italia contro il Catania, poi lo tiene a lungo in naftalina. L’esterno offensivo si rivede dopo 7 giornate di campionato, spedito in campo nel tentativo di raddrizzare un’ormai certa sconfitta interna con la Samp. E il brasiliano, con la sua verve, riesce a dare una grossa mano alla squadra.

Approfittando della stanchezza degli avversari, inizi a puntarli e dribblarli con continuità. Il Cagliari rimonta sul 2-2 e l’impressione è che quel ragazzino possa tornare utile nel corso della stagione. Sarà, invece, la sua unica mezzora decente in Italia. Qualche minuto qua e là, spesso nei finali di gara, poi la grande chance nel secondo turno di Coppa Italia. Titolare contro il Modena! Un’occasione che Rangel non riesce minimamente a cogliere. Una prestazione indecente, vagando senza logica per il campo e indisponendo tutti col suo atteggiamento da prima donna. Zeman, esasperato, lo chiama fuori al 28′ del primo tempo.

LA CESSIONE E IL GIROVAGARE PER IL MONDO

Di fatto, è lo stesso Zeman ad accorgersi di aver preso un pacco e Caio Rangel finisce ai margini del progetto. Poche settimane dopo, il boemo viene mandato via, forse con troppa fretta. Il Cagliari, infatti, pur ritrovandosi costantemente in zona rossa, sembrava una squadra ancora viva. Pur avendo collezionato diverse sconfitte, il Casteddu aveva vinto a San Siro con l’Inter, dilagato a Empoli e pareggiato in modo spettacolare a Napoli. Giulini opta per una scelta di cuore e affida la panchina al sardo doc Gianfranco Zola. Per Magic Box è la prima esperienza da allenatore in Italia e la speranza è che possa dare una svolta emotiva al gruppo. Le cose non andranno assolutamente bene e la squadra riesce addirittura a peggiorare il ruolino di marcia.

Caio Rangel, ovviamente, finisce fuori da ogni tipo di radar del Cagliari e non viene mai preso in considerazione. Allontanato anche Zola e con la retrocessione ormai quasi certa, il Casteddu tenta di richiamare Zeman. Anche in questo caso, l’avvicendamento non sortisce alcun effetto. Il boemo si dimette qualche settimana dopo, avendo capito che nessun elemento della squadra lo segue più. In questo periodo di risultati deludenti, Rangel rivede il campo in una sola occasione, contro l’Empoli di Sarri, nella gara terminata 1-1. Sarà la sua ultima partita in assoluto con la maglia rossoblù. La stagione seguente, il classe ’96 non viene ritenuto idoneo neanche per far parte della rosa della squadra che affronterà la Serie B.

Inizia un delirante girovagare per il mondo, alla ricerca di una consacrazione che non arriverà mai. Caio Rangel, con la valigia costantemente in mano, riuscirà a fallire ovunque. Esperienze in Portogallo, Azerbaigian e nelle divisioni inferiori brasiliane. A racchiudere perfettamente l’evolversi della sua carriera c’è un dato ed è piuttosto inquietante. Pur avendo ormai 25 anni e giocando da professionista da 7 stagioni, Caio Rangel ha messo a segno solo 3 gol nei campionati disputati. Fumoso, fragile fisicamente, senza una precisa identità tattica, privo di forza caratteriale. Un vero e proprio disastro che dopo aver sciupato ogni tipo di chance avuta, milita ora al Santo Andrè, club della Serie D brasiliana!!!

Frammenti di Calcio è il nostro libro, con ben 258 storie sul mondo del football!!! Clicca QUI per saperne di più!!!

LEGGI ANCHE: NESAT GULUNOGLU, IL FANTASMA TURCO DELLA PRIMA ROMA DI FABIO CAPELLO!

yosef dagan rigori

Yosef Dagan, il giornalista israeliano che inventò la lotteria dei rigori

Ajax Juventus finale

La storica finale tra Ajax-Juventus del 1973: una partita decisiva