Bernio Verhagen, il finto calciatore olandese, truffatore in 4 Paesi differenti!

Bernio Verhagen

Modesto calciatore olandese, di origine surinamese, Bernio Verhagen, appena un paio di anni fa, mise in piedi una colossale truffa ai danni di ben 4 squadre differenti. Accusato di frode ovunque, fu poi arrestato durante la sua militanza nel Viborg, in Danimarca!

BERNIO VERHAGEN E LA TRUFFA DELLA RACCOMANDAZIONE

Sembra assurdo leggere una simile storia e pensare che sia accaduta soltanto un paio di anni fa. Nell’era dell’innovazione, dell’uso smodato del web, dei controlli accurati su ogni individuo, appare incredibile come ben 4 club siano riusciti a farsi truffare in un modo così banale. Bernio Verhagen, al tempo dei fatti, era un calciatore disoccupato di 25 anni. Alle spalle, una carriera pressoché nulla. Cresciuto nelle giovanili del Willem II, club di massima serie del calcio olandese, il ragazzo capì presto di essere del tutto inadeguato per poter competere a certi livelli. Terminata la trafila nella “cantera” della squadra di Tilburg, Bernio non ebbe praticamente più esperienze se non qualche trascurabile apparizione a livello dilettantistico e amatoriale.

Evidentemente restio ad accettare il suo modesto contesto calcistico, il calciatore di origini surinamesi, pensò bene di metter su una vera e propria truffa. Coadiuvato da qualche amico, creò un una frode anche ben architettata, fatta di mail, telefonate e presunte raccomandazioni. Fingendosi un assistito della Stellar Group, nota agenzia che rappresenta campioni come Gareth Bale, Verhagen aggiunse anche una lettera, firmata da Marc Overmars, che lo consigliava agli acquirenti. Sapendo di non poter trovare terreno fertile in Olanda, dove lo avrebbero scoperto immediatamente, Bernio iniziò a inviare i suoi curriculum, gonfiati di esperienze mai avute e di raccomandazioni varie, in giro per il mondo.

BEN 4 I PAESI “DEFRAUDATI”

Il primo club ad abboccare letteralmente alla truffa fu la Dinamo Auto, modesta compagine semi dilettantistica della Moldavia. Certamente non una meta molto ambita ma comunque una buona maniera per iniziare. Così, Bernio Verhagen si trasferì in Transnistria, restandovi pochi mesi. Un periodo nel quale non riuscì a totalizzare neanche una presenza ma si fece una reputazione niente male. Al momento del suo addio, più simile ad una fuga, furono numerose le voci di presunte denunce ai suoi danni per alcuni imbrogli con delle carte di credito. Cancellata per sempre la Moldavia dalla sua mappa calcistica, il finto calciatore olandese restò disoccupato soltanto per poche settimane. Dall’altra parte del mondo, precisamente in Sudafrica, erano caduti con tutte le scarpe nella tua trappola.

E attenzione, in questo caso non stiamo parlando di una squadra semisconosciuta ma addirittura del Cape Town City , uno dei club più prestigiosi del Paese. Nell’importante società sudafricana, Verhagen riuscì a resistere per ben 2 giorni. Dopo un paio di allenamenti del tutto infruttuosi, infatti, lo staff tecnico del club intuì che quel ragazzo era del tutto inadeguato. Ormai forte di un contratto, l’esterno offensivo fu spedito nella squadra riserve, resistendovi per un mese. Ricevuta la rescissione dell’accordo, l’olandese non si accontentò e si trasferì in Cile. Anche in questo caso, fu un club di massima divisione a farsi fregare: l’Audax Italiano. Come già accaduto dopo l’addio alla Moldavia, giunsero nuove voci anche dal Sudafrica inerenti alle sue proverbiali truffe con le carte di credito. Ma fu proprio in Sudamerica che la storia divenne ancor più tragicomica.

LA FUGA D’AMORE IN DANIMARCA

L’avventura in Cile, se non altro, fu utile a trovare l’amore. Bernio, infatti, conobbe una ragazza, tale Nayaret Muci, e tra i due iniziò una relazione. L’aspetto calcistico, invece, continuò a essere catastrofico. Al suo arrivo, il campionato era fermo e, pertanto, riuscì a trascorrere 25 giorni in tranquillità. Dopo qualche giorno di lavoro differenziato, alla ripresa dell’attività, si trovò a toccare, suo malgrado, il pallone. Non era in grado di fare neanche due palleggi consecutivi. Immediatamente bocciato, Verhagen capì di doversi inventare qualcosa per poterne uscire pulito e proseguire nel suo losco lavoro. Così, aizzò un polverone enorme con la stampa locale, accusando i compagni di squadra e tutto l’ambiente dell’Audax di razzismo. Nelle sue mire, nello specifico, finì il calciatore paraguaiano Gabriel Sanabria.

Intervistato da numerose riviste e trasmissioni cilene, Bernio Verhagen affermò di essere stato chiamato scimmia e schiavo fin dal primo giorno. Grazie a questa astuta mossa, l’ala olandese ottenne la giusta visibilità, utile a trovare nuovamente squadra. Fu l’ultimo passo della vicenda. Verhagen, fuggendo dal Cile assieme a Nayaret, giunse in Danimarca. Fu annunciato ufficialmente dal Viborg sul sito internet del club e gli fu data la maglia numero 28. In realtà, la compagine danese sospettava già che ci fosse qualcosa di strano nel modus operandi di Bernio. Costui, infatti, per accelerare la chiusura della trattativa, telefonò in prima persona nella sede societaria e si spacciò per il suo procuratore.

L’INEVITABILE ARRESTO DI BERNIO VERHAGEN

Non appena giunse in terra danese, inoltre, la stessa Nayaret lo accusò di violenze domestica, sostenendo che Bernio la tenesse segregata in casa, le sputasse addosso e la picchiasse ogni giorno. Contemporaneamente, anche il Viborg si accertò, in tempi molto rapidi, che quella messa in piedi dall’olandese fosse una truffa. Rilessero con attenzione tutte le mail che parlavano di presunti interessamenti del Copenaghen e di ricche squadre cinesi e chiesero conferma ai club coinvolti. A quel punto, confrontarono l’indirizzo di posta della Stellar Group con quello usato da Verhagen, accorgendosi della sottile differenza. Scattata la denuncia, l’olandese tentò una disperata fuga in Svizzera ma fu arrestato appena 24 ore dopo, il 27 novembre del 2019. A questo punto, la rivista cilena La Tercera contattò tutte le società truffate per chiedere spiegazioni.

Dalla Moldavia, pur non fornendo versioni ufficiali sull’episodio, dichiararono con orgoglio di aver rimosso il nome di Bernio Verhagen dal loro sito internet. Il Cape Town, invece, affermò di aver ricevuto delle telefonate di un uomo che si spacciava per un procuratore olandese a loro molto vicino ma di non aver capito che fosse un imbroglio. I dirigenti sudafricani aggiunsero di aver visionato un video del ragazzo, considerandolo interessante ma di essersi accorti già al primo allenamento che le immagini viste non corrispondevano al vero. In Cile, i vertici dell’Audax rifiutarono di rilasciare dichiarazioni. Dall’Olanda, infine, il ragazzo fu definito un tipo simpatico e dai modi molto convincenti. Evidentemente qualità che non gli hanno permesso di uscirne indenne, dato che la sua vita da truffatore si è conclusa nel giro di un anno!

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