Augustine Ahinful, l’inconcludente giustiziere dell’Italia che fallì a Venezia

Augustine Ahinful Venezia

L’attaccante ghanese Augustine Ahinful arrivò al Venezia nel mercato di riparazione della stagione 98-99. Il tecnico Novellino si ritrovò tra le mani un calciatore del tutto impalpabile e lo bocciò dopo pochissimo tempo. Per fortuna dei veneti, nella stessa finestra di mercato arrivò anche un certo Alvaro Recoba!

AUGUSTINE AHINFUL, IL “RINFORZO” OLIMPICO DEL VENEZIA DI NOVELLINO

E’ il 23 luglio del 1996 e l’Italia Olimpica di Cesare Maldini si appresta a disputare il suo secondo incontro nel torneo di Atlanta. E’ un match già decisivo, dopo che gli Azzurrini hanno perso all’esordio contro il Messico. Quella delle Olimpiadi rappresenterà, lungo tutto il vincente regno di Cesare Maldini con l’Under 21, il vero grande cruccio. Anche nell’edizione americana dei Giochi, la squadra Azzurra finirà per non fare bella figura. E’ una rosa insolitamente scellerata, che prende molti gol nonostante i rinomati principi difensivi del proprio tecnico. E, inoltre, è partita tra le polemiche della stampa per la scelta dei fuoriquota, dopo che Maldini aveva letteralmente ignorato la sommossa popolare che spingeva per la chiamata di Baggio.

Il match contro il Ghana sembra mettersi per il verso giusto, con Branca (uno dei 3 fuoriquota) che sigla una doppietta e porta l’Italia avanti per 2-1. Al 63′, però, l’arbitro spagnolo Garcia Aranda assegna un calcio di rigore alla compagine africana. Dal dischetto si presenta l’attaccante Augustine Ahinful, che batte Pagliuca con freddezza e complica il cammino azzurro. Poco dopo, Saba (autore anche del primo gol) anticipa il rientro a casa di Branca e compagni, siglando il 3-2 decisivo. Il cammino del Ghana si fermerà poi ai quarti, contro il fortissimo Brasile di Ronaldo. In pochi immaginano che Augustine Ahinful, attaccante in forza al Kriens, in Svizzera, sarebbe potuto poi arrivare in Italia, precisamente a Venezia, qualche anno dopo.

UN BOMBER SOLO NEI CAMPIONATI MINORI

Ahinful è un attaccante non particolarmente corpulento. Molto veloce, dimostra, nei primi anni di carriera, di avere un discreto feeling sul gol. In quegli anni, tra l’altro, sono diversi i calciatori africani che da giovanissimi sembrano destinati a fare sfracelli ma poi finiranno per perdersi. In Nigeria, ad esempio, che Julius Aghahowa, mentre Ahinful è una delle grandi promesse del calcio ghanese. Il salto in Europa avviene con largo anticipo, dato che già nel 1993 lascia il suo Paese e approda nella fredda Dortmund per difendere i colori del Borussia. Un passaggio evidentemente troppo importante per un ragazzino ancora giovane e acerbo e che si conclude con un prematuro addio in prestito che lo porta nella vicina Svizzera. Anche al Grassopphers, però, il ghanese non brilla particolarmente e si decide di mandarlo ancora in prestito al Kriens, club di seconda divisione.

E’ una scelta saggia, perchè qui Ahinful inizia a segnare con buona regolarità. La vetrina delle Olimpiadi lo mette in risalto ma senza farlo brillare particolarmente. Così, qualche club inizia realmente ad interessarsi a lui ma non sono scelte di blasone eccelso. Sembra poter giungere in Italia, perché il Chievo lo chiama per un provino e il Borussia accetta. Il problema sta nel fatto che  i veronesi non hanno alcuna intenzione di pagare il cartellino del giocatore mentre il Borussia vorrebbe rientrare almeno delle spese fatte. La trattativa si protrae per mesi, con Ahinful che continua ad allenarsi a Verona salvo poi veder sfumare l’affare e ritrovarsi in Portogallo all’Uniao Leiria. E’ un’esperienza tutto sommato positiva, così nel mercato di riparazione del gennaio 1999, Augustine Ahinful si ritrova finalmente a giocare in Italia, al Venezia.

L’IMMEDIATA BOCCIATURA

Il Venezia di Walter Novellino, neopromosso in Serie A, affronta i primi mesi con l’acqua alla gola. La squadra lagunare scivola rapidamente nei fondi della classifica e sembra destinata ad un immediato ritorno in cadetteria. La società, però, non ha alcuna intenzione di arrendersi e si tuffa a capofitto nel mercato invernale. Si va a caccia di rinforzi funzionali al 4-4-2 del tecnico e si prova a dare anche un’impronta internazionale alla rosa. Così, con un doppio colpo, il club acquista Ahinful e Gerhard Poschner. Quest’ultimo, centrocampista tedesco di buona fama, è stato perfino nel giro della Nazionale e ha giocato insieme all’attaccante ghanese al Borussia Dortmund, prima di trasferirsi allo Stoccarda.

I due rinforzi, durante la presentazione alla stampa, non fanno che scambiarsi reciproci complimenti. Il tedesco afferma di averlo affrontato in amichevole anche dopo l’addio al Dortmund e di essere convinto del suo valore. Augustine Ahinful, invece, si mostra addirittura spavaldo e ricorda di aver già segnato contro l’Italia all’Olimpiade e di essere pronto a salvare il Venezia con i suoi gol. Inoltre, afferma di conoscere perfettamente il calcio italiano, ricordando i 3 mesi passati ad allenarsi al Chievo. L’inizio è tutto sommato positivo, dato che nelle amichevoli disputate durante la pausa del campionato, il ghanese va frequentemente in gol, anche se mostra di dover perfezionare l’intesa con Maniero in attacco. Per la gara di San Siro contro l’Inter, Novellino lo sceglie addirittura come titolare. La partita sarà un disastro totale…

L’ADDIO DI AUGUSTINE AHINFUL AL VENEZIA

Il battesimo della Serie A è un vero e proprio flop. Sul prato di Meazza, il ghanese appare come un passerotto spaurito che saltella a destra e sinistra senza mai far nulla di decente. E’ veloce, a volte perfino troppo, tanto da perdere miseramente praticamente tutti i palloni toccati. L’Inter, inoltre, è stranamente in giornata in quel campionato disastroso per i nerazzurri. Finisce con un netto 6-2 per la formazione di Lucescu. La prima con la maglia del Venezia di Augustine Ahinful dura meno di un’ora, poi Novellino, imbarazzato dinanzi a tanta inconcludenza, lo sostituisce con Bresciani. Per l’attaccante africano, la bocciatura è immediata. Il Venezia capisce di aver preso un vero e proprio abbaglio e, in fretta e furia, regala a Novellino il sinistro magico di Alvaro Recoba, arrivato in prestito proprio dall’Inter.

Sarà la svolta della stagione, perché il Chino incide in maniera pazzesca sul cammino lagunare e forma una coppia gol micidiale con Maniera. La squadra si salva, senza ovviamente il contributo di Ahinful. Per il ghanese, da lì a fine anno, arrivano giusto un paio di gettoni da subentrato, senza riuscire a fornire uno straccio di prestazione decente. Nei piani tattici di Novellino viene addirittura scavalcato dal brasiliano Tuta, uno che non ha grandi doti ma almeno fa valere la sua presenza fisica. Proprio il sosia di Aristoteles (quello del film di Banfi), si farà conoscere per aver siglato un gol che probabilmente non doveva fare contro il Bari, venendo anche pestato (leggi QUI la sua storia). Ahinful, invece, a fine anno dice addio mestamente all’Italia, senza lasciare lo straccio di un rimpianto.

IL BOMBER DEI CAMPIONATI MINORI

A fine anno, il Venezia non sa ovviamente cosa farsene di Augustine Ahinful. L’attaccante non rientra minimamente nei piani del nuovo tecnico Luciano Spalletti e viene messo sul mercato. Di interessamenti concreti, ovviamente, ce ne sono pochi, così i lagunari decidono di cederlo in prestito. Ne approfitta il Boavista, uno dei club più in auge in quegli anni in Portogallo. I lusitani, infatti, lo ritengono il sostituto ideale di Ayew, ex bidone del Lecce, passato addirittura allo Sporting Lisbona. Anche in questo caso, Ahinful si presenta con baldanza ma finisce ben presto per deludere tutti. Anche la sua seconda avventura portoghese si trasforma in un nulla di fatto. Il rientro a Venezia è solo una toccata e fuga, dato che i veneti, ormai retrocessi in B, non sanno proprio che farsene del veloce ma inconcludente attaccante. A questo punto, però, arriva l’inaspettata svolta della sua carriera.

Dato ormai per certo che a livelli tropo alti il ghanese non può giocare, lo si cede in un campionato evidentemente più adatto alle sue caratteristiche. In Turchia, infatti, Ahinful esplode letteralmente e diventa uno dei cannonieri più letali del torneo. Con la maglia dell’Ankaragucu segna con una frequenza disarmante. Si rende protagonista di un triennio di altissimo livello che lo riporta in corsa anche per il posto da titolare con il Ghana. Tuttavia, le tre stagioni ad Ankara coincidono anche con il canto del cigno per il centravanti. Dopo aver sparato tutte le cartucce in canna, Ahinful si trasferisce al Trabzonspor ma riesce a far peggio anche di quanto mostrato a Venezia. Neanche il ritorno ad Ankara lo rianima e a 34 anni annuncia il ritiro. Successivamente, diventa un dirigente federale in Ghana, ruolo che ricopre ancora oggi. In definitiva, Ahinful può essere considerato una vera e propria meteora del calcio italiano, dato che la sua avventura al Venezia è stato breve, avara di soddisfazioni e caratterizzata da un rendimento bassissimo!

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